Il Giro d’Italia passa per Bergamo
21 maggio, 5 salite e l’abbraccio della città

E’ stata presentata ufficialmente la Corsa Rosa. Confermate le indiscrezioni e le anticipazioni della vigilia, con la tappa del 21 maggio che arriverà nella nostra città. Il percorso fotocopia del giro di Lombardia appena disputato. Il giorno dopo si riparte da Rovetta per il «tappone» del passo dello Stelvio.

Bergamo sarà protagonista nel Giro d’Italia numero cento in calendario dal 6 al 28 maggio 2017. Confermate le anticipazioni che vedevano la nostra città come finale della 15esima tappa il 21 maggio 2017. Gli organizzatori – Rcs Ciclismo e Promoeventi Sport – hanno scelto di utilizzare lo stesso tracciato del Giro di Lombardia appena disputato, con l’esclusione della Valcava.

Ecco le altimetrie delle tappe del giro: http://www.cicloweb.it

Confermate, quindi, le quattro salite in rapida successione più la Boccola in prossimità dell’arrivo in piazza Matteotti. Negli ultimi 80 chilometri i corridori dovranno scalare il Berbenno dal versante di Ponte Giurino (poco più di 7 km abbastanza pedalabili), il Sant’Antonio Abbandonato dal versante di Brembilla (km 6,5 con dislivello di 580 metri, pendenza media 8,9% con punte del 15%), il Miragolo dal fondovalle di Zogno (km 8,7, dislivello di 606 metri, pendenza media 7% con punte dell’11%), il Selvino dal versante di Algua (una decina di chilometri senza grosse difficoltà) e, infine, la secca rampa che da Valverde, attraverso l’acciottolato di Porta Garibaldi e la Boccola, porta su a Colle Aperto. Da qui all’arrivo mancheranno un paio di chilometri di comoda discesa con la curva a gomito del Monumento a Gaetano Donizetti prima del rettilineo d’arrivo.

Il finale cittadino è già stato teatro dell’arrivo della tappa del Giro del 2009 vinta per distacco dal bielorusso Kanstantsin Siutsou. Quel giorno – era il 16 maggio e la tappa era l’ottava – il Giro arrivava da Morbegno. Altimetria alla mano. La tappa bergamasca del prossimo 21 maggio, la quindicesima del Giro, si conferma severa, non severissima, ma sicuramente spettacolare, come sono generalmente tutte le tappe dei grandi giri in calendario il sabato e la domenica, giorni in cui la gente non lavora e quindi può prendere d’assalto le strade per assistere al passaggio dei corridori. Mancano, è vero, le grandi montagne della tradizione bergamasca – San Marco, Vivione, Presolana – ma ce n’è a sufficienza per rendere la corsa vivace e selettiva, considerato anche il fatto che saremo alla vigilia dell’ultima settimana.

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