La gioia di sua maestà Martina Caironi «Che emozione, ma non è finita qua»
Martina Caironi e Oney Tapia

La gioia di sua maestà Martina Caironi
«Che emozione, ma non è finita qua»

Il giorno dopo l’ennesimo trionfo la campionessa bergamasca Martina Caironi ringrazia tutti per il tifo e lancia un nuovo assalto ai «suoi» 100 metri.

È l’ennesima medaglia di una carriera incredibile: Martina Caironi è riuscita a mettersi al collo anche l’oro europeo nel salto in lungo. Il giorno dopo il trionfo è tempo di ringraziamenti: «Ieri è stata una giornata piena di emozioni! Io ci ho messo del mio, ma ringrazio tutti quelli che son stati con me durante la preparazione, sotto neve, sole o pioggia! In particolare un ringraziamento al mio coach Davide Gamberini anche per avermi seguita fin qui! 4,91m , impensabili fino a qualche anno fa !Sono davvero felice.. e non è finita qua!!». La chiosa punta ai 100 metri in programma domenica pomeriggio, specialità in cui la wonder woman dello sport di casa nostra, andrà ai blocchi da bicampionessa Paralimpica.

E super oro l’ha portato a casa anche Oney Tapia. Il 42enne italocubano trapiantato a Sotto il Monte, le ha «suonate» alla concorrenza nella sfida di lancio del disco F11 (disabilità visiva), bissando il titolo di due anni fa a Grosseto e migliorando il primato mondiale (45,66) che già deteneva. Misura di 46,07 al terzo lancio per il lanciatore-show man (lo scorso anno vinse «Ballando con le Stelle»), allenato da Guido Sgherzi, che al momento dell’intervista ai microfoni della Rai si è esibito pure in una performance canora: «Sono felicissimo, questa vittoria non era scontata perché la spalla mi dava qualche problema e ho dovuto controllarla - ha detto Oney, sportivissimo anche nella sua first life (giocava a baseball e football americano) e non vedente a seguito di un incidente sul lavoro nel 2011 -. Dedica? A tutti le persone che hanno fatto per il tifo per noi da casa, alle mie tre figlie e a tutti i ragazzini nelle nostra condizioni. Ai genitori dico di portarli nel nostro ambiente, qui possono solo crescere».

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