La Remer sceglie la linea verde
Ma se in corsa arrivasse un senior?

I trevigliesi in controtendenza, con un roster con ben 7 baby intorno ai 20 anni e tre uomini d’esperienza. Ma è probabile che do fronte alle prime difficoltà la società tornerà prontamente sul mercato: troppo importante l’obiettivo dell’A2 gold.

Da che basket è basket (a un certo livello, s’intende) nel confezionare un roster si includono otto titolari, pressoché, intercambiabili riservando i rimanenti due posti ai giovani più interessanti quasi sempre reclutati in loco. La Remer, edizione 2014-2015, invece va palpabilmente in contro tendenza.

Un trentatreenne (Rossi) un ventisettenne (Marino) un venticinquenne (Marusic) e sette baby di età media intorno ai vent’anni. Addetti ai lavori di peso parlano di rischio calcolato la strategia messa in atto dai responsabili del club trevigliese. Rischio perché qualche punto di domanda sull’effettivo rendimento dei «primavera» di fronte ai più esperti avversari è logico porselo.

Calcolato in quanto per centrare il dichiarato obiettivo di salire in serie A2 gold sarà sufficiente piazzarsi tredicesimi (sedici i team del girone). A nostro avviso, però, la rosa che si allineerà al via del prossimo torneo è da considerarsi a tempo limitato. Anche se difficilmente, come si sa, l’azzecchiamo, la società sarà pronta a rigettarsi sul mercato qualora venissero meno i risultati annunciati. Si tratterebbe di un atto di applaudita umiltà, come accaduto di tanto in tanto in passato, invertire di colpo la rotta.

Del resto ci sentiamo di escludere che il direttore generale Euclide Insogna (preposto puntualmente alle campagne acquisti-cessioni) stia, anche adesso, con le mani in mano. Ci piacerebbe poter spiare sul suo taccuino per smascherare, prima di altri, pedina per pedina le candidate per interventi di emergenza o giù di lì. Fossimo coach Adriano Vertemati, in caso di necessità, invocheremmo con la dovuta insistenza il da farsi. Anche per Vertemati, allenatore fortemente in carriera, centrare adeguati traguardi rappresenterebbe un avvicinamento verso panchine più blasonate. Per non sottolineare, infine, che una stagione sportiva non avara di soddisfazioni incrementerebbe, di sicuro, quel numero di presenze al Pala Facchetti auspicato dall’intero movimento del pallone a spicchi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA