L’AlbinoLeffe presenta i rinforzi «La loro esperienza per risalire»

L’AlbinoLeffe presenta i rinforzi
«La loro esperienza per risalire»

Anno nuovo, facce nuove, nella speranza che con il 2015 tornino anche punti e vittorie per uscire da una situazione che inizia a diventare complicata.

Sono giorni decisamente delicati quelli dell’AlbinoLeffe, penultimo nel girone A di Lega Pro: i giocatori di mister Mangone si stanno preparando a Zanica per la sfida contro il fanalino Pordenone in programma il 6 gennaio al Comunale di Bergamo alle 19.30 e hanno presentato alla stampa i nuovi giocatori Fernando Spinelli, centrocampista 1982, Diego Silva Reis, attaccante 1986 e Davide Pacifico, difensore 1994, alla presenza del direttore sportivo Aladino Valoti e dei pochi fedelissimi tifosi seriani.

«Abbiamo cercato di dare una mano a questo gruppo che vuole uscire da questa situazione - ha affermato Valoti -. Abbiamo preso giocatori d’esperienza, insieme al più giovane Pacifico: Spinelli e Silva la categoria la conoscono bene. In questo momento dobbiamo concentrarci sulla partita alle porte, cinque match da qui alla fine del mercato sono tanti, dobbiamo pensare solo al campo, il primo obiettivo sarà il Pordenone, una squadra che come noi vuole salvarsi e dobbiamo iniziare a far punti. Nessuno si aspettava di essere in questa situazione, ne prendiamo atto, ma siamo convinti di giocarcela: non possiamo più permetterci di fare passi falsi».

Non servono ricette particolari per uscire dai bassifondi della classifica: l’esperienza di Spinelli e Silva Reis può servire, visto che in carriera si sono già trovati in questa situazione. «L’impatto con l’ambiente è stato positivo - sono le parole di Spinelli -. Sono preoccupato tra virgolette perché possiamo tirarci ancora fuori con il lavoro e senza inventarsi nulla, ragionando solo partita dopo partita». «Non è difficile come sembra, sicuramente i punti sono quelli per ora, ma se stiamo uniti ce la possiamo fare ad uscire - ha affermato Silva Reis-: dipende esclusivamente da noi, dovremo metterci più cattiveria».

Simone Masper


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