L’Atalanta e il mercato invernale
Quante trattative andranno in porto?

Aperto ufficialmente il mercato invernale (dal 4 gennaio all’ 1 febbraio), per 28 giorni attraverso i media leggeremo, vedremo e sentiremo un mare, anzi un oceano, di notizie date per certe ma poi smentite nel giro di poco. Quelle, poi, certificate, come in passato, si ridurranno in un fazzoletto o giù di lì. Coinvolti tutti i club proprio nessuno escluso. Pure l’Atalanta non ne è, ovviamente, esente.

Quanto meno in casa nerazzurra la discussa cessione al Leon (Messico) del fantasista Moralez ha già trovato conferma la scorsa settimana, ancor prima cioè dell’apertura dello stesso mercato. Ma Moralez a parte, voci e nomi di possibili acquisti e partenze si propagano a macchie d’olio in maniera incontenibili e incontrollabili. Una cosa è, comunque, inequivocabile: gli operatori atalantini devono fronteggiare la sostituzione dell’argentino e probabilmente quelle di una punta se le condizioni fisiche di Pinilla (di rientro dal Cile) dovessero non risultare al top e di Denis cercato da alcuni sodalizi.

Questo per le nuove pedine da ingaggiare. Sulle partenze pare non manchino richieste per Brivio, Monachello e Suagher nei confronti dei quali scarseggiano le presenze sul manto erboso. Anche per i pezzi pregiati, Sportiello, Grassi e Cigarini più di una società sta bussando con insistenza da mesi ai cancelli di Zingonia ma salvo sorprese con la «S» maiuscola si rimanderà il discorso nella prossima estate. Tornando ai papabili per indossare da subito la casacca nerazzurra ricorrenti gli esterni d’attacco, Mark (24 anni) e Larsson (22); il centravanti Sylla (25) e il centrocampista El Kaddouri (25). Un poker sicuramente oggetto di attenzioni ma tra il dire e il fare, esperienza docet, si sa quel che segue.

I giornalisti, inoltre, giorno dopo giorno, avranno a che vedere con Giovanni Sartori artista sia nel comunicare in punta di piedi sia nel depistare ogni tipo di situazione. La recentissima partenza, sotto diversi aspetti, bomba di Moralez e quella della venuta a Bergamo di De Roon (allora illustre sconosciuto per il campionato italiano) gestite entrambe da Sartori rientrano tra le vicende più eclatanti.

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