Marino: «Serie A compromessa Irregolare per colpa del Parma»

Marino: «Serie A compromessa
Irregolare per colpa del Parma»

Il campionato di serie A è compromesso dal punto di vista della regolarità per colpa del Parma. Ne è convinto il direttore generale dell'Atalanta Pier Paolo Marino, che a margine del Consiglio di Lega di Serie A ha commentato: «Il campionato francamente è già compromesso dal punto di vista della regolarità».

«Non si capisce cosa succederà di domenica in domenica nel Parma. I segnali che arrivando da questa smobilitazione di calciatori continua, ci fanno dire che chi ha affrontato prima il Parma non è uguale a chi lo affronta nella fase finale. Dobbiamo evitare che un campionato di serie A così bello sia deciso da partite dove magari ti ritrovi con una Primavera in campo, mentre chi ha affrontato il Parma nel girone d'andata ha affrontato Cassano e compagni».

«Mi sembra che la politica del Parma fosse un po’ borderline per quanto riguarda il budget e quindi probabilmente ha vissuto sempre sulle plusvalenze del mercato. Una volta che il mercato è stato in crisi, non ha garantito più quelle plusvalenze e magari gli amministratori si sono trovati in difficoltà», ha aggiunto il dirigente atalantino.

«Mi preoccupa il calcio di serie A in crisi, con un mercato fatto di fantasie, di obblighi di riscatto se il giocatore mangia un risotto piuttosto che lo spaghetto. Siamo arrivati veramente all'arte di arrangiarsi». Secondo Marino c'è un solo modo per evitare casi del genere: «Si dovranno studiare delle regole, magari sul modello inglese, che dovrà fare la Figc, mettendo dei paletti etici e criteri economici su eventuali nuovi ingressi nel calcio».

«Non è che chi ha una bottega di calzolaio una mattina può alzarsi e comprare un club. Avete visto Cellino che in Italia è stato per tanti anni presidente, quali difficoltà sta attraversando in Inghilterra. Mi pare che la federazione sia pronta a fare questo. Questa esperienza ci deve insegnare che in futuro non è possibile che arrivino persone con società con capitali molto esigui, si parla addirittura nel caso del Parma di un capitale sociale di 20 mila euro, possano acquisire dei club di serie A, salvo mollarlo dopo due mesi. Queste sceneggiate sarebbero da evitare in futuro, anche perché non abbiamo bisogno di questo a livello di immagine».


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