Masiello e la sua lettera di saluto ai tifosi «Non è un addio, tornerò a Bergamo»

Masiello e la sua lettera di saluto ai tifosi
«Non è un addio, tornerò a Bergamo»

«Sono qua a Zingonia seduto al mio posto. Da solo, verso lacrime a più non posso facendo fatica a scrivere qualcosa... ma come sempre provandoci lo stesso... Mi mancano già i miei compagni, le risate e lo stare insieme che condividevamo giorno dopo giorno e ci faceva sentire sempre più famiglia». Inizia così la lettera di saluto di Andrea Masiello che saluta l’Atalanta e Bergamo.

«Adesso penso ripenso a tutto ciò di quello che è successo in tutti questi anni. Sin dal primo giorno che ho varcato i cancelli di Zingonia ho capito (e sono sempre stato convinto) che qua potevo, insieme ai miei compagni passati e nuovi, aprire un ciclo vincente. Qualcosa di speciale fatto soprattutto di sacrifici, salite, battaglie ma che con la forza di volontà e l’unità di intenti da parte di tutti siamo riusciti realizzare. Coronando dei sogni che sono divenuti realtà e questo non può che rendermi orgoglioso di me stesso e di tutto il lavoro svolto».

«Ho vissuto momenti che non auguro mai a nessuno di poter vivere ma, qua a Bergamo, mi avete dato possibilità di riformarmi, alzarmi e capire cosa significhi riabilitarsi come uomo e anche come calciatore. Vorrei abbracciarvi uno a uno ma non è possibile..ringrazio infinitamente la famiglia Percassi che ha creduto in me, tutti i tifosi, amici che ho conosciuto in tutti questi anni che mi hanno sopportato e supportato... Ringrazio tutti quelli che con un semplice gesto, un messaggio, un abbraccio si son fatti sentire vicini».

«Negli ultimi giorni avete riservato per me e la mia famiglia gesti che mi fanno sentire ancora di più il vostro affetto. Non vi dimenticherò mai, ormai siete parte di me ed è come se Bergamo e la sua gente mi avessero adottato: questo è impagabile. Per adesso è un semplice arrivederci ma non un addio perché la mia volontà è che io e la mia famiglia un giorno torneremo e rimarremo a vivere qua per sempre. Vi voglio bene».


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