Masiello sì o Masiello no? Tra i vip e i lettori vince il sì

Masiello sì o Masiello no?
Tra i vip e i lettori vince il sì

Masiello sì o Masiello no? Il dilemma tiene banco all’uscita dai blocchi del 2015, e, probabilmente, il tema nerazzurro più spinoso degli ultimi tempi, continuerà a tenere acceso il dibattito anche nei giorni a seguire.

Il fatto è che Andrea Masiello è un giocatore dell’Atalanta ed è scontato il suo imminente reintegro dopo la squalifica. Ma, a questo punto, la palla scottante passa al club: reintegro a tutti gli effetti in rosa dal 25 gennaio o una sorta di esclusione per ragioni «etiche»? Abbiamo chiesto ad ex giocatori, allenatori, tifosi, appassionati, quale fosse il loro parere. Per una linea più rigorosa e inflessibile si sono schierati Franco Tentorio, Giorgio Magnocavallo ed Elio Gustinetti: «Il giocatore, una volta scontata la sua pena, può giocarsi un’altra chance, ma per quanto mi riguarda, via da Bergamo - sostiene l’ex sindaco Tentorio -. Da tifoso la penso così. Mandarlo a giocare altrove sarebbe una soluzione ragionevole e più conforme al codice etico che la società si è data. Tuttavia, mi fido totalmente delle decisioni che prenderà l’Atalanta».

Emiliano Mondonico guida la schiera di chi invece crede in un’altra chance nerazzurra per l’ex barese: «Quest’estate ho allenato la squadra dei disoccupati, e abbiamo deciso di non accettare le richieste di giocatori con squalifica in corso che volevano allenarsi con noi. Questo, nella convinzione, però, che una volta scontata la pena, sarebbe stato piacevole accogliere queste domande. Se uno ha pagato un prezzo ai suoi errori, ritengo doveroso dargli un’altra possibilità». Anche Marino Lazzarini, così come Oliviero G arlini e Oscar Magoni, la vedono come il «Baffo di Rivolta». E come del resto la maggior parte dei lettori del nostro sito che hanno partecipato al sondaggio: quasi il 70% (hanno votato circa in mille, dato aggiornato a venerdì sera 2 gennaio) pensa che sia giusto concedere al difensore una seconda chance.


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola il 03/01/2015

© RIPRODUZIONE RISERVATA