Venerdì 11 Luglio 2014

Mercato bollente e contradditorio?

Se si ripartisse dai «figli di Zingonia»?

Si potrebbe prendere la palla al balzo per rifondare l’Atalanta con un occhio di riguardo agli amati e da tutti invocati «figli di Zingonia». Ci sarebbe da approfittare delle copiose richieste dei big in questo bollente e colmo di contraddizioni mercato estivo.

Bonaventura, Carmona, Cigarini, Consigli (e fermiamoci qui) se ceduti in blocco farebbero rifiorire, di colpo, i bilanci anche di quelle società sistematicamente in rosso. Viceversa l’Atalanta, quanto a partita doppia, sta veleggiando in maniera invidiabile:così è in grado di valutare e monitorare con serenità e razionalità ogni movimento sia in entrata che in uscita.

Ma lanciamo la classica provocazione, riprendendo il filo del discorso iniziale. Poniamo, allora, una vendita in blocco del quotato quartetto. Con la cascata di euro che pioverebbero nelle casse atalantine il direttore generale Pierpaolo Marino non starebbe più nella pelle per provvedere alla sostituzione dei partenti con altrettante pedine rassicuranti.

E al tempo stesso le voci del dare e dell’avere risulterebbero visibilmente in attivo. Il tutto, ovviamente, che ci si ritrovi, quanto meno in partenza, con un organico da “salvezza assicurata”, parola d’ordine sulla quale la famiglia Percassi non transige per nessuna ragione al mondo.

A favorire l’operatività della nostra dirigenza, inoltre, sarebbe l’attuale disponibilità in organico di Baselli e Sportiello i quali avrebbero la strada spianata per la promozione a titolari fissi, oggi come oggi ostacolata rispettivamente da Cigarini e da Consigli.

Potrebbe, poi, essere superato il problema-Bonaventura visto che si è già portato a Bergamo il ventitreenne pari ruolo D’Alessandro investendo l’importante cifra di circa tre milioni di euro. Rimarrebbe aperta la caccia ad un altro per toccare con mano un’Atalanta oculatamente riveduta magari anche sotto l’aspetto tattico.

Del resto di inamovibile per eccellenza, dichiarato dalla società in più occasioni, viene certificato da tre stagioni sportive Denis in virtù della doppia cifra di gol garantita all’inizio di ogni torneo. Al tirar delle somme abbiamo parlato di “provocazione”, ma se non lo fosse più di tanto?

Arturo Zambaldo

© riproduzione riservata