Michela Moioli oro nello snowboardcross «Il sogno di sempre» - Il video della gara

Michela Moioli oro nello snowboardcross
«Il sogno di sempre» - Il video della gara

Non solo Atalanta. Notte incredibile con la seconda medaglia d’oro per l’Italia e la prima per Bergamo: è quella di Michela Moioli nello snowboardcross.

L’Italia conquista la sua sesta medaglia ai Giochi Invernali di Pyeongchang. Merito di Michela Moioli, oro nella finale olimpica dello snowboardcross femminile al Phoenix Snow Park. Per l’Italia è anche la terza medaglia di sempre nella disciplina dopo l’argento di Nagano ’98 conquistato da Thomas Prugger nel gigante e il bronzo di Lidia Trettel a Salt Lake City 2002 nel gigante parallelo.

«Avevo visto la gara degli uomini e avevo avuto paura: nella sera ho pianto, poi sotto la doccia mi sono fatta un discorso automotivante, sono stata a cena con la mia famiglia e ho dormito serena. E oggi è stato tutto perfetto». Michela Moioli racconta così la vigilia del suo oro olimpico e tra i primi pensieri c’è proprio la famiglia («La dedica di questa medaglia va a loro, perché da loro è partito tutto» dice con le lacrime agli occhi): «Li volevo tutti qui, a festeggiare o piangere, ma ho preteso che fossero qui: mia mamma e mia sorella che si è appena sposata e mi aveva detto che il viaggio era impegnativo, costava troppo. Ve lo pago io, ma dovete stare con me le ho detto. Ed è stata una delle scelte più belle della mia vita». CLICCA QUI PER IL VIDEO DELLA GARA

«Michela è il frutto del lavoro dei nostri snowboard club ed è grazie a questo lavoro che abbiamo creato un bel gruppo. Ma una come Michela nasce ogni 20 anni. Ha una determinazione incredibile, oggi ha fatto la storia di questo sport, a tutti i livelli» dice emozionato Cesare Pisoni, direttore sportivo della nazionale di snowboard, dopo la finale che ha visto il trionfo di Michela Moioli. «È il primo oro e la prima medaglia nel cross. È da 4 anni, da quando ha avuto quell’infortunio, che lavora per questo obiettivo, ha fatto un sacco di sacrifici e questi sono i risultati. Ha dimostrato di essere la più forte, è stata solida su una pista che non era la nostra pista: ieri 11 atleti sono finiti all’ospedale ma siamo riusciti a far modificare la pista e a renderla più sicura e mi auguro che in futuro lo snowboardcross venga promosso nel migliore dei modi per quanto riguarda la sicurezza. Michela è l’esempio di come intendiamo lo snowboard, che non è uno sport da acrobati o scavezzacollo ma di atleti veri e lei è un’atleta a 360 gradi, con livelli di forza paragonabili a quelli di qualsiasi altro sport alpino». Pisoni racconta che «abbiamo lavorato tanto sulla partenza, che si adattava alle sue caratteristiche. Ci sono atlete più leggere di lei, che partono davanti, ma grazie alla sua potenza, alla sua forza, è riuscita a superarle. Fisicamente ha livelli di forza che non hanno nemmeno alcuni maschi. È giovanissima e ci può dare grosse garanzie per il futuro». Miky è arrivata a Pyeongchang convinta delle proprie chance. «Fino a 3 anni fa arrivava tesa alle gare, oggi scherza, ride, ha imparato a gestirsi».

«Non ho parole, è il miglior giorno della mia vita. Ho iniziato a piangere quando ho tagliato il traguardo. Voglio solo ringraziare tutte quelle persone che mi hanno aiutato durante questo lungo viaggio dalle ultime Olimpiadi, ringrazio la mia famiglia, la mia squadra, i miei amici» ha continuato a dire Michela: «È il sogno che avevo fin da bambina, se è un sogno non svegliatemi», aggiunge la bergamasca, accompagnata in Corea della sua famiglia. «Piangevano tutti come me - confessa - Cosa ho pensato al traguardo? Che ce l’avevo fatta. Tutto lo stress è sparito, questo è il mio momento. Sono felicissima, orgogliosa del mio lavoro, non vedo l’ora di godermela». E aggiunge: «Le donne sono le donne, abbiamo una marcia in più. Aver visto vincere Arianna (Fontana, ndr) mi ha dato la carica e mi sono detta: ”Non voglio argento o bronzo, io sono qui per l’oro”». L’azzurra che si allena con Sofia Goggia dice di non «aver vinto per caso e l’obiettivo ora è ripetersi e vincere la coppa del mondo».


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