Ministero dell’Interno mai così duro
Gori: provvedimento con luci e ombre

Per la prima volta dall'introduzione del decreto legge sulla violenza negli stadi dello scorso agosto, il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha firmato il provvedimento che vieta le trasferte ai tifosi dell'Atalanta per tre mesi, misura adottata dopo i gravi episodi di violenza verificatisi al termine dell'incontro di calcio Atalanta-Roma del 22 novembre.

In particolare, si legge in una nota del Viminale, «le frange violente dei tifosi bergamaschi si sono rese responsabili di gravi incidenti, attaccando le forze dell'ordine anche con bombe carta contenenti chiodi e bulloni e causando il ferimento di 6 operatori di polizia, oltre al danneggiamento di tre automezzi».

Questi fatti sono stati analizzati giovedì 27 novembre dal Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, che ha fornito al prefetto di Bergamo - che dunque dovrà decidere di volta in volta - «tutti gli elementi necessari per vietare, in occasione delle partite casalinghe dell'Atalanta, la vendita dei biglietti, per tutti i settori dello stadio, a chi non possiede la tessera del tifoso, nonché di disporre la sospensione, per il solo settore della Curva Nord, di carnet di biglietti e di abbonamenti precedentemente rilasciati ai non possessori della tessera».

Al termine dell'assemblea della Lega Calcio di Serie A, il direttore generale dell'Atalanta, Pier Paolo Marino, ha voluto commentare la decisione del Ministero dell'Interno: «Il provvedimento emesso dal Viminale finisce per colpire i club istituzionali dell'Atalanta, come ad esempio il Club Amici dell'Atalanta, perché le fasce del tifo più oltranzista non viaggiano più da anni in trasferta con l'Atalanta. Si colpiscono invece delle persone, da 50 a 300 a seconda delle trasferte, che hanno regolarmente la tessera del tifoso e che non hanno mai creato problemi, almeno da quando io sono in questa squadra - sottolinea Marino -. Si tratta secondo me di un provvedimento discutibile».

In serata è arrivato anche il commento del sindaco di Bergamo. Un provvedimento con luci e ombre: Giorgio Gori sposa la severità che informa le determinazioni assunte dal Ministero dell’Interno a seguito degli incidenti avvenuti dopo Atalanta-Roma, ma non rinuncia ad esprimere perplessità riguardo ad alcune delle misure adottate.

«Nutro sinceramente qualche dubbio rispetto alla scelta di vietare per tre mesi le trasferte ai tifosi atalantini dotati di regolare “Tessera del tifoso” - dichiara Gori - considerato che da anni gli ultras non seguono più la squadra in trasferta. In questo modo mi pare ci sia il rischio di penalizzare le frange forse più genuine del tifo nerazzurro»..

«Quanto ai provvedimenti relativi alle partite casalinghe, valuto positivamente che al Prefetto siano dati strumenti per prevenire le situazioni potenzialmente più a rischio. La priorità resta a mio avviso quella di poter impedire - attraverso il divieto di vendita dei biglietti - la trasferta delle tifoserie ospiti che rischiano di costituire un innesco per scontri e disordini».

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