Montella: «Atalanta tosta ma la vittoria è meritata»

Montella: «Atalanta tosta
ma la vittoria è meritata»

In casa viola, Montella soddisfatto della vittoria sull'Atalanta: «La squadra ha meritato la vittoria, abbiamo fatto 18 tiri in porta, c’è stata una netta superiorità e supremazia soprattutto nel secondo tempo».

Bisogna dare merito all'Atalanta che è sempre stata in partita, ma abbiamo meritato la vittoria - ha sottolineato il tecnico della Fiorentina Vincenzo Montella - La squadra è stata sempre viva, abbiamo vinto con la forza. Vuol dire che hai qualche cosa in più quando vinci così... È una vittoria super importante, grande merito ai giocatori e al pubblico».

Poi sul mercato e sugli ultimi giocatori arrivati a Firenze: «I nuovi conoscono la mia lingua, io conosco la loro e sono pronti. Diamanti già leader? Lo sapevamo, lo abbiamo cercato per questo. È intelligente, esperto... Non mi aspettavo segnasse alla terza occasione, pensavamo alla prima, ma può migliorare. Non dobbiamo accontentarci, possiamo ancora migliorare, alcuni giocatori possono dare di più. Questo non significa che dobbiamo avere più punti, ma ci sono giocatori che possono dare di più».

«Ho visto una grande squadra, mi sono divertito molto. Ho visto una Fiorentina divertente con ragazzi che sono attaccati alla maglia e questo mi ha fatto molto piacere. È stata una bella giornata». È un Diego Della Valle raggiante quello che era allo stadio Franchi per assistere dal vivo, per la prima volta quest'anno, a un match della Fiorentina.

«Sapevo che oggi avremmo dovuto soffrire e l'avevo detto anche ai ragazzi ieri - ha aggiunto invece il patron gigliato Andrea Della Valle -. Loro sono una squadra rocciosa, marcano bene a uomo ma queste sono le vittorie di personalità, difficili ma importanti e meritate. Da sempre abbiamo voluto una Fiorentina con gente attaccata alla maglia, i nuovi arrivi non sono qui per caso. Diamanti ci tenevo molto a riportarlo qui, erano anni che lo rivolevo, essendo stato uno dei miei primi acquisti. Sono contento per lui perché è tornato a Firenze dopo dieci anni, ha segnato e trascinato la squadra».


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