Percassi: «Grazie al mister, allo staff e ai giocatori: avete fatto la storia dell’Atalanta»
Luca Percassi e Gian Piero Gasperini prima della finale di Coppa Italia a Reggio Emilia con i tifosi e la squadra

Percassi: «Grazie al mister, allo staff e ai giocatori: avete fatto la storia dell’Atalanta»

L’ad dell’Atalanta bergamasca calcio alla conferenza stampa alla vigilia del match con il Milan. «Gasperini rimarrà? Assolutamente sì».

Cambio di programma per la conferenza stampa pre-partita alla vigilia del match dell’ultima giornata di campionato col Milan (si gioca domenica 23 maggio, alle 20.45, al Gewiss Stadium): al consueto appuntamento con i media nella sede dell’Atalanta a Zingonia, intorno alla 14 di sabato 22 maggio, si presenta l’amministratore delegato dell’Atalanta bergamasca calcio, Luca Percassi, e non il tecnico Gian Piero Gasperini.

«Ho chiesto personalmente al mister di poter fare io la conferenza a nome della società – ha dichiarato Percassi –. Dopo la partita di Genova e dopo la partita con la Juve non avevamo ancora parlato. Sapete siamo poco propensi a presentarci davanti alle telecamere, ci sembrava giusto farlo oggi di fronte all’ultima giornata di campionato e all’ennesima straordinaria stagione sportiva che l’Atalanta ha fatto. È l’occasione per la società di trasmettere il pensiero di tutti i tifosi: un immenso grazie al mister, allo staff e a tutti i giocatori. Hanno fatto qualcosa che rimarrà per sempre nella storia della società» ha dichiarato Luca Percassi.

E alle domande dei giornalisti sul futuro del tecnico nerazzurro, l’ad Percassi risponde: «Gasp rimarrà? Assolutamente sì». «Per migliorarci dobbiamo lavorare tutti i giorni e il nostro allenatore è la perfetta guida che rappresenta questo spirito fondato sul lavoro. Gasperini rimane alla guida anche per il futuro» chiarisce Luca Percassi. «Con lui abbiamo un rapporto talmente importante che è da lui che riceviamo nuovi stimoli per ripartire ogni stagione. I risultati sono eclatanti: ci parliamo tutti i giorni, non è necessario farlo a fine stagione per fare i bilanci – precisa l’alto dirigente nerazzurro –. È come un matrimonio, quando si sta insieme si è tutti contenti e consapevoli. Paura che vada alla Juve? Ha un contratto fino al 2024: Gasperini in cuor suo sa bene quanto vale l’Atalanta...».

Quanto alla delusione per la finale di Coppa Italia, il figlio del presidente Antonio chiarisce la posizione del club: «Sono dispiaciuto di non averla vinta, ma la prossima stagione avremo la Champions a Bergamo davanti al nostro pubblico. Per noi i trofei sono questi, esserci qualificati per la terza volta consecutiva dopo aver terminato la corsa ai quarti col Psg e agli ottavi col Real Madrid – spiega –. Per il secondo posto l’Atalanta contro il Milan farà l’Atalanta. In questo seguiamo il mister. Quando mio padre ricomprò la società (nel 2010, ndr) il suo sogno era di fare dieci anni di fila in serie A: siamo una realtà medio-piccola, il secondo posto attuale ce lo siamo conquistato col lavoro ed è stata una fatica bestiale».

«Non è nostra abitudine sbraitare: quando ci sono questi errori, si commentano da soli» ha poi commentato Percassi tornando sulle polemiche per il rigore non concesso a Pessina e all’azione dell’1-0 della Juventus nella finale di Coppa Italia di mercoledì. «I due episodi nel primo tempo hanno condizionato la gara. Hanno pesato sul risultato, ma non è nostra abitudine sbraitare. Emotivamente è una partita passata che deve permetterci di fare riflessioni per migliorarci: pensiamo solo al Milan - precisa -. Con la Juve abbiamo perso solo mercoledì, in campionato abbiamo pareggiato a casa loro e vinto a casa nostra. Averle potuto contendere il trofeo qualificandoci per il terzo anno di fila alla Champions League è già un trofeo».

Il dirigente nerazzurro ricorda comunque con piacere il contorno della partita al Mapei Stadium di Reggio Emilia: «Il momento più bello della stagione è stato quando martedì sera una parte della tifoseria è venuta a salutarci in albergo. Bergamo è stata colpita in maniera ingiusta e brutale (dalla pandemia, ndr). La nostra tifoseria ha mostrato un senso di responsabilità incredibile, poterci riabbracciare pur col distanziamento è stato molto significativo. Le vittorie più belle sono state rispettate con l’atteggiamento più bello: il pubblico ci manca, speriamo torni la prossima stagione».


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