Pesenti e la sua «folle» rovesciata  Gol anche sul web: migliaia di clic - video
Un fermo immagine della meravigliosa rovesciata di Pesenti

Pesenti e la sua «folle» rovesciata

Gol anche sul web: migliaia di clic - video

Migliaia di visualizzazioni per la rete in acrobazia del bergamasco Pesenti. «A 40 anni potevo provarci solo così. Lo considero un premio alla carriera» dice lui.

Ci vuole un po’ di incoscienza per tentare un gol in rovesciata, ma che vuoi che sia per uno che a 40 anni gioca a calcio quasi senza ginocchia: «Ho subito sei operazioni, ma adesso è la schiena che scricchiola. Ho fatto una mezza follia, ma che adrenalina…».

Mister adrenalina è Giorgione Pesenti, icona del calcio dilettantistico di casa nostra, che ne ha fatta un’altra delle sue, la più spettacolare di sempre. Gol in rovesciata volante da fuori area, roba da fare invidia a Piola, Zampagna, e Vialli, gioia per gli occhi degli undici spettatori paganti di Borgonovo-Royale Fiore, Prima categoria girone piacentino: «Li ho contati io, perché visti i miei acciacchi sono entrato in campo al 10’ della ripresa – ride il giorno dopo l’impresa, che a fil di sirena ha stampato l’1 a 1 finale - . In realtà quel gesto tecnico era una soluzione obbligata, perché con lo spunto che mi è rimasto i due centrali non li avrei mai saltati. È il primo gol della stagione ma vale dieci, no?».

Giusto, come il fatto che ieri, nella solita giornata trascorsa tra campo e cantiere (tra cui si divide da una vita) è stato inondato di sms di congratulazioni di ex compagni di squadra e allenatori. Mancano giusto quelli di Cesare Prandelli, che lo allenò ai tempi tempi della Primavera dell’Atalanta: «Con Morfeo, Tacchinardi e Locatelli: io ero poco sviluppato fisicamente e giocavo in mezzo al campo». L’area di rigore avversaria è stato invece l’habitat naturale del Pesentone negli ultimi vent’anni, la metà dei quali trascorsi con la maglia della Tritium, il suo primo e più grande amore (vedi scalata dall’Eccellenza alla serie C): «Qualcosa di simile l’avevo già fatto con Calangianus e Seregno in D, ma avevo quindici anni di meno – continua uno dei bomber più prolifici e vincenti del nostro calcio (8 campionati vinti e più di 200 gol in carriera) – . Questa rete da cineteca la considero un premio alla carriera, perché c’è un pizzico di follia in questo mio ritorno».


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