Prima volta di «Gaglia» contro l’Atalanta
Ha rovesciato il mondo in appena 3 mesi

Il racconto della prima volta di Roberto Gagliardini contro l’Atalanta ha senza dubbio contorni molti diversi dalla storia che chiunque avrebbe pensato di ascoltare fino a qualche tempo fa.

Difficile immaginare che potesse giocare nell’Inter un giocatore che, fino a poco più di un anno fa, faceva la spola tra i prestiti in cadetteria. È lui, Gasp, l’uomo della provvidenza, che finisce per cambiare la vita sia a Gagliardini che all’Atalanta. Il dalminese parte ancora in punta di piedi, ma il 2 ottobre, contro il Napoli, viene gettato nella mischia con l’amico Caldara e, da lì, rovescia ogni cosa. Tre mesi per trasformarsi da comparsa ad attore protagonista, fino all’acquisto milionario da parte dell’Inter.

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La promessa da sempre in rampa di lancio, a ventidue anni, è sbocciata, fragorosamente. E, nella nuova squadra, Gagliardini riesce a stupire: subito titolare, protagonista, inamovibile, se è vero che ha giocato otto volte su otto e sempre dall’inizio alla fine. Trovando anche un gol, il primo in A, proprio domenica scorsa, a Cagliari.

Perché quello di domenica sarà un incontro speciale, soprattutto per lui. Che nell’Atalanta è arrivato bambino (dal Mariano Dalmine di papà Alessandro), è cresciuto e diventato uomo, sempre a braccetto con gli amici di una vita, Caldara, Conti e Grassi, finiti in orbita nelle sue stesse ore. Sarà strano, per lui, sentire l’aria di casa, incrociare quelle facce e inquadrarle come nemiche, nei 90’ di campo.

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