Reja sfida il suo passato «4-3-3 per fermare la Lazio»
Reja ai tempi della Lazio

Reja sfida il suo passato
«4-3-3 per fermare la Lazio»

Domenica l’Atalanta ospita i lanciatissimi biancazzurri, che mister Reja conosce bene. Molto bene.

«Conosco bene il valore di Candreva e soci, sono tutti figliocci miei. Non puoi concedergli spazi, perché ti puniscono. Non bisognerà mai perdere la concentrazione». A Bergamo arriva la «sua» Lazio, ma Edy Reja non cade nella tentazione dell’amarcord. Il tecnico è concentrato sulla salvezza atalantina e la missione non gli consente di farsi trascinare dai sentimenti. Domenica i biancocelesti saranno solo avversari da battere, con un vantaggio in più: lui conosce tutti i loro segreti. «La Lazio non ti dà il minimo riferimento: da Mauri a Candreva hanno tanti uomini in grado di fare gol. E mi pare che finora ne abbiano anche fatti tanti. Stanno facendo una stagione eccezionale: stanno bene e corrono molto. Per fermarli serviranno le giuste contromisure, per questo potrei anche optare per il 4-3-3».

Senza Cigarini, non al meglio, Reja inserirà Baselli e Migliaccio al fianco di Carmona in mezzo. In difesa conferma per Masiello («Ci dà consistenza fisica e anche qualità»), dubbio Biava-Stendardo. In attacco Pinilla centravanti, Gomez a sinistra e uno fra D’Alessandro e Zappacosta a destra. Maxi Moralez, affaticato, dovrebbe partire dalla panchina. «C’è la necessità di allungare la striscia di prestazioni positive per tirarci fuori definitivamente dai guai avverte Reja - . Siamo cresciuti e direi che siamo sulla buona strada. Ma dobbiamo ancora migliorare. In difesa serve più attenzione, davanti dobbiamo concretizzare di più: almeno il 60% delle occasioni va messo dentro».

E a proposito di occasioni sbagliate, ha fatto discutere la reazione del tecnico, che a Cesena si è scagliato contro Bianchi dopo la palla del 3-2 sprecata allo scadere per un peccato di egoismo. «Dispiace per quell’occasione sbagliata all’ultimo momento - ammette Reja - La salvezza era lì a portata di mano, perciò ho avuto quella reazione. Ma non va bene, mi trovo un po’ cambiato ultimamente: sono troppo teso, sento l’importanza della responsabilità che mi hanno affidato. Da qui in poi cercherò di avere comportamenti più tranquilli. Con Bianchi è tutto chiarito, gli ho già chiesto scusa anche pubblicamente. Serve serenità, questi atti di nervosismo vanno evitati».

Il match dell’andata è finito 3-0 per la Lazio

Il match dell’andata è finito 3-0 per la Lazio

E da Roma l’allenatore laziale Stefano Pioli conferma a distanza le affermazioni del collega atalantino: «Se Reja può essere un’insidia? Sicuramente sì. Reja è un allenatore preparato, capace, esperto, furbo e che conosce bene i suoi ex giocatori. Anche per questo ci aspettiamo una partita difficile». Stefano Pioli avverte i suoi in vista della trasferta di domenica a Bergamo, dove la Lazio ritroverà il suo ex allenatore Edy Reja. Il suo erede vuole tutti sul pezzo per continuare a sognare la Champions: «La Lazio sta continuando il suo percorso - precisa Pioli in conferenza stampa - pensa ad affrontare ogni partita con il massimo rispetto, umiltà, convinzione ed entusiasmo. Per questo pensiamo ancora che la prossima partita sia la più importante. Ho un gruppo di grandi professionisti e siamo tutti troppo attaccati al nostro presente per pensare ora al nostro futuro».

Stefano Pioli

Stefano Pioli

Dopo aver ritrovato i tre punti con il Parma, la Lazio ha le giuste motivazioni, alla pari con i nerazzurri: «Gli stimoli fanno sempre la differenza - chiarisce il tecnico biancoceleste - Non credo che l’Atalanta sia salva, quindi quanto a motivazioni siamo alla pari». Pioli non fa calcoli, le vuole vincere tutte da qui alla fine: «La Lazio deve prendere 15 punti, abbiamo 5 partite e le vogliamo vincere tutte, dalla nostra stagione vogliamo il massimo», chiarisce. Sommando a bellezza e cattiveria un terzo elemento utile per vincere a Bergamo: «Aggiungerei concreta. Siamo consapevoli che l’Atalanta sarà compatta e aggressiva e dovremo essere bravi ad essere concreti al punto giusto perché non credo che riusciremo a costruire 25 palle gol».


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