Remer, rialzarsi dopo il ko con Ravenna Comark-Vivigas è il derby tra deluse

Remer, rialzarsi dopo il ko con Ravenna
Comark-Vivigas è il derby tra deluse

Cercherà di rialzarsi subito la Remer dopo aver perso domenica scorsa, in casa, il secondo posto contro la pari classifica Ravenna.

L’opportunità la offre il calendario che spedisce, sabato 13 dicembre (inizio alle 20,45), il team trevigliese sul «neutro» di Ferentino, in provincia di Frosinone. Di fronte Scafati, formazione di medio-basso profilo distanziata dalla Remer di quattro lunghezze. Remer che dovrà, quindi, approfittare anche della squalifica del palasport di Scafati.

Ad esigerlo è il sogno playoff tuttora alla portata. Molto dipenderà dalle prestazioni della copia regina Marino-Rossi a patto che venga adeguatamente supportata dalla simpatica e talentuosa banda dei ventenni. A questi ultimi si chiede, per prima cosa, vivacità atletica e quel quid di spregiudicatezza tipica dei giovani. Sin qui il gruppo ha risposto più che bene alle sollecitazioni di coach Vertemati, elogiabile per l’assetto tecnico-tattico escogitato in poco tempo allo stesso quintetto e per la gestione-cambi in gara. Si tratta, a questo punto, di dare maggior continuità al rendimento di qualche pedina, in primis al triplista Carnovali. Remer che affronterà Scafati con i dieci titolari, vale dire, Rossi, Marino, Kyzlink, Carnovali, Gaspardo, Marusic, Slanina, Sabatini, Beretta e Turel.

Derby Comark-Vivigas Costa Volpino, domenica 14 (alle 18) al Centro sportivo Italcementi, di via Statuto, a Bergamo. Contendenti che hanno giostrato, in parecchie circostanze, al di sotto delle rispettive possibilità. I cittadini, assai quotati sulla carta al via del torneo hanno vinto solo quattro partite perdendone sei; i lacustri hanno brindato al successo la miseria di un paio di volte. Ovvio che entrambi i team vorranno rivitalizzarsi per inseguire poi risultati alla loro portata. Comark, in ogni caso, favorita, tanto più che si avvarrà del fattore campo. Si sa, però, che i derby si prestano a verdetti finali oltremodo sorprendenti.

Arturo Zambaldo


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