Fino a tarda sera per salutare Davide Chiesa gremita a San Pellegrino

Fino a tarda sera per salutare Davide
Chiesa gremita a San Pellegrino

Il saluto nella chiesa parrocchiale di San Pellegrino sembra non finire mai: ancora molte persone sul sagrato per rendere omaggio ad Astori

L’abbraccio tra il sindaco Vittorio Milesi, la mamma e i fratelli di Davide Astori sul sagrato della chiesa parrocchiale di San Pellegrino Terme. Un lungo applauso ha accolto il feretro del giocatore bergamasco accompagnato dalle note di Ligabue, «Una vita da mediano». Si fatica ad entrare in chiesa per le tante persone presenti al saluto. Domani, 9 marzo, intorno alle 12.30 si partirà dalla chiesa verso il cimitero per la tumulazione. Un cambio di orario rispetto a quanto annunciato in precedenza (era previsto per le 10) per consentire anche alla compagna di Davide Astori, Francesca Fioretti, di essere presente. Lo ha annunciato il parroco all’inizio della preghiera in chiesa. All’interno della chiesa, una processione infinita. Su un proiettore scorrono le immagini della carriera e i tanti messaggi d’affetto dei campioni del calcio. Accanto alla bara, il fratello Bruno ha un abbraccio per ognuno. Da circa un’ora prosegue senza sosta: il feretro è arrivato intorno alle 18.45.

Alle 20.30 è iniziata la veglia di preghiera per ricordare Davide Astori. Le parole del parroco, don Gianluca Brescianini: «Siamo qui per un abbraccio, una carezza. Davide è stato un testimone di virtù umane e sportive, un costruttore di legami, una calamita». La parola è poi passata a tutti coloro che hanno conosciuto Davide. Un dirigente sportivo di San Pellegrino ha ricordato. «Ricordo i tuoi primi passi, i pantaloncini che quasi no riempivi con le tue gambe allora esili, il numero tredici che non hai mai abbandonato, il tuo ciuffo». E poi ancora il sindaco: «Con affetto, a nome comunità civile, esprimo il cordoglio più sincero a mamma e papà, ai fratelli, a Francesca con piccola Vittoria. San Pellegrino saluta un giovane perbene, galantuomo che, in una vita troppo breve, ha espresso i tratti migliori della nostra terra bergamasca. In questi giorni tristi, nelle innumerevoli testimonianze, abbiamo avuto la possibilità di misurare quanto fosse amato il nostro Davide, a San Pellegrino come a Firenze, a Cagliari come in tutta Italia».

«Anche in ambienti ricchi di tante tentazioni – ha proseguito Milesi –, hai mantenuto un comportamento di stile. Siamo orgogliosi e fieri della testimonianza che lasci in dono a tutta la nostra comunità. C’è incredulità per quanto avvenuto, continuiamo a interrogarci. Sei un seme prezioso da mettere a disposizione nostra comunità. Un grande messaggio di speranza per nostri giovani. La comunità si assume l’impegno che l’affetto non si esaurisca oggi, ma si trasformi in azioni che germoglino in frutti positivi per intera comunità».

E poi hanno preso la parola i suoi coscritti, la classe 1987, quelli che hanno conosciuto Davide bambino mentre la chiesa risuona della canzone di Giorgia, «Gocce di memoria»: «Siamo stati sempre orgogliosi di aver conosciuto un capitano elegante. Riguardandoti, sembra di vederti con la stessa umiltà di allora. Grazie a te abbiamo capito che è importante crederci nei sogni. In quella Faccia di capitano forse c’era un pezzo di tutti i tuoi compagni che ti spronavano e ti volevano bene. Sembrerà impossibile non vederti in paese, chiederti una maglia da firmare. Hai lasciato il segno ovunque come solo i campioni sanno fare. Ciao Asto, i bambini di allora ti ricordano perché hai dimostrato che i sogni si possono avverare. Ti ringrazio per ciò che eri dentro e fuori il campo: un insegnamento per tutti. Ci rivedremo, e questa volta non ci perderemo più di vista».

A parlare anche gli amici dell’oratorio, che lo ricordano bambino, sulle note di Jovanotti «La terra degli uomini». «Con lui abbiamo camminato negli anni più spensierati e gioiosi della scuola, quelli in cui i sogni e le speranze gonfiano la nostra immaginazione di bambini. Ti chiediamo di donare sempre ai bimbi della nostra comunità e che il nostro oratorio possa essere in luogo privo di pregiudizi, ma ricco di persone, visioni e pensieri diversi». La veglia è terminata intorno alle 21.15 con i ringraziamenti del parroco a tutti coloro che si sono stretti alla famiglia in questo giorno. Tante persone però hanno continuato ad arrivare fino a sera tardi per una preghiera e un saluto al calciatore.

Tutti i ricordi sull’Eco di domani, venerdì 9 marzo.

Arrivano tanti messaggi dei suoi piccoli e grandi amici. Come quella di Niccolò Mazzola, tifosissimo della Fiorentina, che ha incontrato più volte Astori. «L’ultima lo scorso gennaio a Firenze – racconta il papà, di Chiuduno – dopo la pesante sconfitta contro il Verona. Anche in quella circostanza ci aveva regalato un sorriso...un grande capitano! Resterà per sempre nei nostri cuori». Sintetizza il pensiero di molti a Bergamo: un ragazzo semplice, sempre gentile con tutti, che non si è mai «montato la testa». E anche per Niccolò è e sarà sempre «Il miglior capitano».

La chiesa parrocchiale di San Pellegrino: primi tifosi in attesa del feretro

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Le dediche al capitano della Fiorentina

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