Sarri: «Sarà durissima a Bergamo L’Atalanta in casa è una grande»

Sarri: «Sarà durissima a Bergamo
L’Atalanta in casa è una grande»

«Abbiamo vinto sette delle ultime nove partite, non capisco perché bisogna ricordare Bologna». Così il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, alla vigilia della sfida di domenica, a Bergamo, contro i nerazzurri di Reja.

«Andiamo a giocare in casa di una delle big del campionato per quanto riguarda il rendimento casalingo. Un campo difficilissimo considerando anche la rivalità tra le due tifoserie - ha proseguito il tecnico degli azzurri -, storicamente è una partita difficile per il Napoli, ma andiamo a giocarcela con la consapevolezza di poter fare bene».

In questi giorni alcuni giocatori hanno ammesso che lo scudetto è un sogno, che vincere il titolo a Napoli sarebbe qualcosa di unico, ma Sarri, come al solito, non vuole sentir parlare di tricolore. «Le parole di Reina e Higuain sono state mistificate, non hanno mai detto di voler vincere lo scudetto! Il sogno - ammette però il tecnico toscano - è la benzina delle motivazioni, ma poi bisogna scontrarsi con la realtà di un campionato molto difficile. È motivo di vanto essere così in alto in classifica».

Si avvicina il mercato di gennaio, ma non è un argomento che esalta Sarri, uomo di campo che preferisce pensare a come far rendere al meglio la squadra. «Il mercato? Dipende da cosa vuole fare il presidente e da cosa si aspetta da questa squadra. Non ho ancora parlato con lui, ho avuto dei colloqui col direttore ma non siamo andati a fondo perché la testa deve restare su queste partite».

«Ci sono allenatori bravissimi a farsi acquistare giocatori, io no - ha proseguito l’ex allenatore dell’Empoli -. Il mio lavoro è far migliorare i giocatori a mia disposizione, ritengo che il mio lavoro sia questo, altrimenti avrei fatto il direttore sportivo. Se il presidente mi dice che è cambiato qualcosa nella politica societaria andrà bene, ma se continueremo a ragionare come luglio, quando ci siamo detti che questo era un anno zero e vedremo dove comunque riusciremo ad arrivare, per me andrà bene lo stesso».


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