L’Atalanta è campione d’Italia Colley guida il sogno nerazzurro

L’Atalanta è campione d’Italia
Colley guida il sogno nerazzurro

Bordata di Colley nelle fasi finali del secondo tempo. La Primavera dell’Atalanta vince lo scudetto dopo 21 anni. La dedica a Mino Favini.

Festa grande anche per la Primavera nerazzurra. Dopo 21 anni i baby atalantini possono ricucire il prestigioso scudetto tricolore sulle loro maglie. Allo stadio Tardini di Parma la formazione allenata da Massimo Brambilla ha battuto l’Inter del bergamasco Armando Madonna per una rete a zero. Gol vincente al 39’ della ripresa di Colley, che su assist di Kulusevski (decisamente il migliore in campo), ha fatto secco l’incolpevole numero uno avversario Dekic.

Una vittoria meritata in quanto la squadra orobica ha sovrastato gli avversari per gioco e continuità di azione. L’Inter ha quasi sempre giocato di rimessa cercando invano il colpo vincente solo con gli spunti individuali. Per Brambilla un grande traguardo sulla panchina della Primavera e per il suo vice Gianpaolo Bellini che il giugno 1998 vinse lo scudetto da giocatore nella squadra gestita da Giovanni Vavassori. In tribuna nello stadio parmense Antonio Percassi con il consigliere Roberto Selini e il direttore generale Umberto Marini. E proprio il presidente a fine partita ha dichiarato entusiasta:«È un altro titolo che ci rende felice oltre alla qualificazione alla Champions. Bravissimi i ragazzi e lo staff tecnico a regalarci quest’altro trofeo».

Nel primo tempo le contendenti si sono equivalse anche se è stata l’Atalanta a fraseggiare maggiormente da centrocampo in su. In ogni caso il team di Madonna si è fatto pericoloso sotto la porta almeno due volte. Ma l’occasione più limpida l’ha avuta l’Atalanta sessanta secondi prima dell’intervallo: la palla gol sulla testa di Heidenreich è stata deviata in corner da una manata del portiere interista Dekic. Più o meno medesimo copione nella ripresa. Sempre l’Atalanta a recitare il ruolo di protagonista costringendo la compagine interista ad arretrare il baricentro e affidandosi a una pur sontuosa difesa. Per onor di cronaca, non va comunque dimenticato il palo colpito dal 17enne interista Esposito appena oltre la metà della ripresa.


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