Mercoledì 30 Luglio 2014

Tavecchio e la frase razzista
«L’Atalanta prenda le distanze»

Carlo Tavecchio con Demetrio Albertini (a destra)
(Foto by DANIEL DAL ZENNARO)

«Mi auguro che la società Atalanta, che penso incarni un certo tipo di valori, prenda una posizione ufficiale, come per altro altre società hanno già fatto e stanno facendo, negando il proprio voto ad un simile personaggio». Lo scrive un tifoso storico atalantino in merito alla battuta che Carlo Tavecchio, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti e candidato alla presidenza della Figc, ha fatto nei giorni scorsi. Una frase razzista su giocatori extracomunitari e banane che ha creato non poche tensioni nel mondo del calcio: «(i giocatori stranieri) qui - ha detto Tavecchio - fanno i titolari quelli che prima mangiavano le banane».

La lettera inizia così: «Sono un abbonato di tribuna Creberg ormai da lunghissima data. Ho cominciato nella vecchia gradinata con l’abbonamento ragazzi quando ero alle scuole medie, quindi penso di poter dire di avere l’Atalanta dentro». Inizia così una lettera indirizzata alla Società Atalanta ma anche al nostro giornale.

«Caro presidente, comincio col ringraziarla per tutto quello che ha fatto finora (e che sono sicuro farà) per la nostra amata squadra.Detto questo, sono sinceramente stupito che la società che Lei rappresenta non abbia ancora preso ufficialmente le distanze dal signor Carlo Tavecchio, candidato alla presidenza della Figc, per l’assolutamente inopportuna uscita che questo signore ha voluto regalarci qualche giorno fa - scrive il tifoso bergamasco -.Questa persona è indifendibile, ingiustificabile, impresentabile. Non ci sono altre parole per definirla».

«Non è accettabile che un candidato alla poltrona più importante del calcio italiano crei un simile imbarazzo, non solo al calcio stesso, ma anche alla nazione che rappresenta, e per di più in un momento in cui il calcio stesso ha toccato uno dei livelli più bassi da molti anni a questa parte, e necessita di un profondo rinnovamento e di una sterzata totale, in direzione opposta rispetto a quanto fatto finora dalle istituzioni (e noi tifosi delle piccole squadre lo sappiamo bene, come lo sa sicuramente anche lei)».

«Per di più, candidandosi ad un ruolo di simile responsabilità, questa persona dovrebbe ben sapere che quanto di buono può aver fatto in un dato ambito viene istantaneamente cancellato da un’uscita pubblica di quel tipo. Per chi ha ruoli pubblici di grande responsabilità, anche la forma è importante, non basta attaccarsi alla sostanza.Se una simile persona non sa questo, o se pensa di potersi permettere tali atteggiamenti, dimostra una volta di più la sua totale inadeguatezza al ruolo a cui aspira».

E il tifoso conclude: «Con quella frase, questo signore è equiparabile a quei gentiluomini che hanno pensato bene di gettare in campo delle banane durante Atalanta-Milan dello scorso campionato, per altro (purtroppo) in buona compagnia insieme ad altri “presunti tifosi” di altre squadre. Ero allo stadio quella domenica, come sempre quando l’Atalanta gioca a Bergamo, e mi sono vergognato come bergamasco, atalantino ed italiano.

Mi auguro che la società Atalanta, che penso incarni un certo tipo di valori, prenda una posizione ufficiale, come per altro altre società hanno già fatto e stanno facendo (ancora troppo poche per la verità), negando il proprio voto ad un simile personaggio».

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