Martedì 15 Gennaio 2013

Tiri liberi sul basket bergamasco
Comark promossa a pieni voti

Promossa a occhi chiusi, al termine dell'andata di regular season, la Comark. I venti punti messi in cassaforte nelle 17 gare disputate sono figli di un percorso più che dignitoso. Ma se si vorrà accedere, come ormai è d'obbligo, ai playoff promozione occorrerà correre in maniera ancor più spedita nel girone di ritorno.

Reati (8): tornando a Treviglio dopo i fasti della serie A con Varese, il capitano si è subito immerso nel gravoso ruolo di capitano confermando tecnica e temperamento riconosciutigli, da sempre, all'unanimità.

Perego (9): Giudizio telegrafico ma eloquente: decisamente il migliore di tutti. Domanda scontata: perché si è aspettato tanto prima di portarlo a Treviglio?

Ferrarese (8): degno componente del trio delle meraviglie. Avrebbe meritato un punto in più senza la flessioncina accusata ultimamente.

Maspero (7): prime partite in grande spolvero, poi, l'imprevisto calo di condizione. Abbiamo, però, validi motivi per non attribuirgli ogni responsabilità sulla metamorfosi.

Cazzolato (7): sta ripetendo il buon torneo di un anno fa. Con le indubbie qualità che dispone ci attendiamo un ulteriore graduale miglioramento in tempi ragionevolmente brevi.

Pederzini (6,5): dei quattro incontri giocati con la nuova maglia, due sono stati da 8, gli altri da 5. Facciamo, allora, la classica media.

Raminelli (7) nell'esordio di domenica al PalaFacchetti è andato oltre la semplice sufficienza. Da lui si devono esigere prestazioni super, tali da passare dal trio al poker delle meraviglie.

Malagoli (sv): il pivottone, scuola Bologna, si è mosso sul parquet a intermittenza. Se le ambizioni della società fossero state più modeste sarebbe stato razionale usare più pazienza prima del “taglio”.

Tomasini, Carnovali, Molinaro (6): più o meno sul medesimo livello il rendimento dei baby, sacrificati eccessivamente in panchina. Per vederli crescere, e quindi valutarli in modo adeguato, occorrerà maggior coraggio da parte di chi di dovere.

Vertemati (7): Da un coach di innate capacità come le sue, il 7, dovrebbe fargli storcere il naso. In ogni caso non pretendiamo l'impossibile ricordandoci che ha 31 anni, la panchina nella terza divisione nazionale può considerarsi già un lusso.

Insogna (10): Il massimo dei voti lo merita innanzittutto per come da lustri riesce a gestire la decina dei consiglieri appartenenti, a pari titolo, al direttivo del club. Per non parlare dell'abilità nel ruolo di operatore di mercato: difficile, infatti, che sbagli le scelte su allenatori e giocatori da proporre alla società.

Arturo Zambaldo

a.ceresoli

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