Tiri liberi sul Bergamo Basket
Ombre sul futuro di coach Sacco

Quale il futuro di Giancarlo Sacco, l’allenatore che contro ogni realistica previsione ha salvato brillantemente dalla retrocessione il Bergamo Basket? Impossibile, al momento, anche solo ipotizzarlo nonostante la sua conferma alla guida del team cittadino è auspicata all’unanimità.

Dapprima occcorrerebbe conoscere qualcosa sulla continuità del sodalizio cittadino anche se i loro massimi responsabili tenteranno di blindarla a 360 gradi blindarla sul territorio (si parla con insistenza di Caserta interessata ad acquisirne il diritto sportivo di serie A2 valutato intorno ai 300 mila euro). Poi, in base alla decisione, spetterà al sessantunenne tecnico pesarese optare o meno sull’opportunità di allungare il contratto in scadenza. In ogni caso allo stesso coach non mancheranno proposte per accasarsi. Dal ruolo precedente di allenatore in corsa di colpo è diventato a partire da marzo il personaggio che adesso chiunque lo ingaggerebbe a occhi chiusi. Prima di una legittima scelta dovrebbe, a nostro avviso, tenere conto dell’ incondizionata fiducia che gli ha corrisposto pressoché alla cieca il presidente Massimo Lentsch e dell’ospitale accoglienza dei tifosi. Ma siamo ragionevoli: alla lunga Sacco resisterà a offerte più vantaggiose specie se proposte da società blasonate e magari di divisione superiore? Medesimo discorso per il direttore generale Ferencz Bartocci artefice della segnalazione di Sacco, allora senza panchina. In altre parole anche a Bartocci le richieste non dovrebbero mancare. Insomma siamo di fronte ad una situazione abbastanza ingarbugliata. Una cosa è però ampiamente certificata: il fulmineo ritorno del grande pubblico sugli spalti del PalaNorda, figlio dell’impatto con la qualitativa categoria. Un patrimonio, questo, da sventolare orgogliosamente e da tenere fortemente presente in sede di imminenti valutazioni.

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