Vertemati e Ciocca: teniamoceli stretti Sono allineati agli obiettivi societari
Adriano Vertemati

Vertemati e Ciocca: teniamoceli stretti
Sono allineati agli obiettivi societari

Adriano Vertemati (milanese, 34 anni) e Cece Ciocca (46 anni, di Treviglio) allineati nel rispettare le ambizioni estive delle rispettive dirigenze.

Classifica alla mano la Remer è, infatti, a due soli punti dal traguardo-playoff, mentre la Comark è terza (con all’attivo dieci vittorie di fila) con le carte in regola per giocarsi l’ambito salto in serie A2. Ci hanno dunque visto gran bene, da una parte il general manager Euclide Insogna nel confermare per altri tre anni il proprio milanese; dall’altra il direttore Marcello Filattiera nell’affidare la panchina all’ex giocatore e allenatore della Bassa bergamasca.

Vertemati, a nostro avviso, sta andando oltre il richiesto tenendo conto di un organico assai ben assemblato ma numericamente ristretto. Se la società gli dovesse regalare, strada facendo, un’altra pedina importante saprebbe come impiegarla in maniesra adeguata. A differenza di Ciocca che potrebbe ritenersi abbastanza sazio. Il recente innesto del pezzo da novanta Mario Josè Ghersetti ha completato di colpo un roster di per sé di notevole qualità anche prima.

Cece Ciocca

Cece Ciocca

Altro aspetto che accomuna i tecnici in questione è la linea aziendalista che hanno dimostrato di tenere sin qui. Anche se non sottomessi ai periodici messaggi lanciati e pretesi dalle proprietà ci risulta amino spesso e volentieri confrontarsi per lasciare alla fine scelte a decisioni a chi ne risponde finanziariamente. Viceversa ne abbiamo conosciuti più d’uno fare la voce grossa in diverse circostanze esigendo, poi, di vedere concretizzate sino all’ultimo le proposte.

Altro elemento che parla a favore di entrambi sono le eque spettanze economiche. Di una cosa c’è, comunque, da preoccuparsi: che i procuratori della coppia bussino alle casse dei club per un adeguamento oppure li propongano ad altri sodalizi maggiormente disponibili e titolati. Massima allerta perciò...

Arturo Zambaldo

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