Viaggio nella storia con i grandi nerazzurri
Club Amici, una serata di emozioni - Foto

La seconda serata della festa del Club Amici Atalanta ha regalato tante emozioni: sul palco gli atalantini che hanno fatto la storia della squadra.

Un viaggio nel passato, la Storia dell’Atalanta, attori principali o comprimari con la casacca bergamasca, sotto gli occhi del presidente Antonio Percassi, che non è voluto mancare nemmeno nella seconda serata di festa nel tendone d’emergenza allestito al quadriportico del Sentierone. È il turno dei primi eroi, quelli che nemmeno la pioggia di giornata ha fatto desistere nel saluto ai Club Amici in festa, giocatori dei vari decenni, legati alle tinte nerazzurre allora, ma rimasti nel cuore dei tifosi. Intanto il presidente Matteo Rossi ha mantenuto la promessa: l’82° Club è realtà legato proprio alla Provincia di Bergamo.

Si parte dal Club, i padroni di casa, dai presidenti Pino Pozzoni, Livio Mondini, primi due leader degli Amici, Felice Gimondi e Titta Rota, un ricordo particolare per Remo Capelli, e un saluto a tutti i consiglieri di adesso. Ricordati anche i presidenti, dell’Atalanta da Daniele Turani, primo del dopoguerra, Attilio Vicentini, Mino Baracchi, Enzo Sensi, la famiglia Bortolotti, rappresentata da Umberto Bortolotti, in ricordo di Achille e Cesare, indimeticati dal popolo nerazzurro e un emozionato Giacomo Randazzo, presidente nel 2005, che ricorda i più di 37mila e 200 biglietti venduti con il Malines.

Ivan Ruggeri, quasi vent’anni al timone tra gioie e dolori, ma un numero uno amato dai veri tifosi, rappresentato sul palco dalla figlia Francesca: «Sono stati 16 anni particolari, i primi con papà, poi con Alessandro, anni belli, per noi l’Atalanta è sempre stata una famiglia. Viverla da figlia di un presidente o da dirigente è diverso, ma l’idea di mantenerla così è sempre quello che abbiamo fatto, ed è la stessa idea del Club Amici, quella vincente, ha riscontro sulla gente e sul territorio proprio perchè è una grande famiglia». È tempo del presente ed ecco il presidente Antonio Percassi, anche ex calciatore nerazzurro, che aprì la sezione di Clusone del Club da giovanissimo. «È dura vivere la carica da bergamasco, è emozionante sentire la storia del club: è un compito difficile e stressante, ma io e la mia famiglia amiamo l’Atalanta e questo ti fa passare ogni difficoltà».

È il turno di Elio Corbani, premiato dai presidenti Lazzarini e Percassi e poi dello stesso Marino Lazzarini, attuale presidente del centro di coordinamento, premiato con la maglia numero 10 atalantina, come gli anni alla guida dei Club. È il momento dei ragazzi di un tempo, da Franco Vittori e l’Atalanta degli anni 50, senza poter guidare la macchina e senza poter lasciare la città, quando ancora si firmava la presenza in sede; poi Elio Gustinetti con 132 presenze in nerazzurro Gianpietro Marchetti, Flemming Nielsen, Zaccaria Cometti, Adelio Moro, Marzio Lugnan, che ricorda l’ex compagno Gaetano Scirea, Lele Messina, Angelo Zambetti, le 119 presenze di Giorgio Magnocavallo, Eugenio Perico, Domenico Moro, le 192 presenze di Marino Magrin, Ulisse Paleni e la sua unica presenza atalantina.

Si passa agli anni 90 con Carlo Perrone: «Quando si mette la maglia dell’Atalanta non la si toglie più», il compagno d’avventure Luigino Pasciullo, il bergamasco Oscar Magoni, il difensore Marco Zanchi, la «bandera» Massimo Carrera, 7 anni da leader e capitano, il pendolino di Zandobbio Damiano Zenoni, il soldatino Claudio Rivalta, Luca Ariatti, Michele Marcolini, Adriano Ferreira Pinto, ancora in attività con il Pontisola, l’attaccante Igor Budan, Beppe Biava e per ultimo Ferdinando Coppola, vicino nella beneficenza ai Club nerazzurri.

Si prosegue giovedì in serata con i campioni della Coppa Italia del 1963 e la Semifinale di Coppa delle Coppe con il Malines, nella serata di tutti i club con i loro rappresentanti, mentre venerdì sarà il turno dell’Atalanta primavera: da sabato programma tradizionale degli ultimi anni, con il clou della Camminata Nerazzurra, vicina ai 14mila al via, domenica 15 maggio.

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