Vota la «ola» più bella del web - Video Bergamo in gara: servono nuovi pulmini
Uno dei pulmini dell’Atletica Bergamo 59 è stato anche depredato degli pneumatici invernali

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Bergamo in gara: servono nuovi pulmini

La Kinder ha rilanciato il concorso per le società sportive. L’Atletica Bergamo 59 ha già vinto due volte e cerca il tris: «Dobbiamo cambiare i bus».

L’iniziativa Kinder + Sport + 1 Click, al via da una settimana, e che il 5 giugno premierà i club più cliccati via web. In palio 40mila euro di buoni spesa, da dividere tra le prime cinque formazioni di questa specialissima classifica. Mancano poco più di 100 giorni all’Olimpiade di Rio de Janeiro, in vista della quale l’azienda torinese ha lanciato il concorso «vota la tua ola preferita per il team Italia». In soldoni: ogni associazione sportiva dilettantistica può spedire un video (durata massima una decina di secondi) con cui dimostrare il proprio sostegno agli azzurri. Una volta pubblicato sul sito, via alla «sfida» 2.0, con gli utenti che in tre semplici mosse potranno votare il loro spot preferito. Alla sfida possono partecipare tutte le associazioni sportive dilettantistiche di tutte le federazioni (o delegazioni) Coni.

Dici Kinder + 1Click donation e il primo pensiero va all’Atl. Bergamo 59 Creberg, trionfatrice delle prime due edizioni. Ad oggi lo storico sodalizio cittadino non risulta tra i club partecipanti, ma si accinge a scattare dai blocchi: «Stiamo preparando un video particolare che necessita di qualche giorno di lavorazione», annuncia il presidente Achille Ventura ». Al primo classificato andranno 15.000 euro, al secondo 10.000, poi a seguire 7.500, 5.000 e 2.500. «Per cosa li utilizzeremmo? Tre dei quattro pulmini che usiamo per le trasferte hanno sul groppone più di 300mila chilometri e sarebbe ora di sostituirli – continua Ventura, da tre anni sullo scranno presidenziale del club - . Senza parlare della normativa che, dal prossimo 1 ottobre, impedirà ai veicoli euro 3 diesel di viaggiare in Lombardia. Significa che alle trasferte dovremo andare in auto, gravando sulle famiglie dei ragazzi».


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