Zapata ancora a Siviglia per le cure Gasperini: «C’è disparità di diagnosi»

Zapata ancora a Siviglia per le cure
Gasperini: «C’è disparità di diagnosi»

L’allenatore dell’Atalanta alla vigilia del match casalingo con il Verona. Sull’attaccante colombiano: «Tutti eravamo certi che tornasse, non posso fare previsioni».

Sarà una giornata importante per i nerazzurri sabato 7 dicembre chiamati alla sfida in casa contro il Verona (ore 15). Ne è convinto il tecnico dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini, e lo ha detto ai giornalisti nella consueta conferenza stampa pre gara.

Il mister nerazzurro è stato incalzato dai cronisti sulle condizioni fisiche dell’attaccante Duvan Zapata volato a Siviglia per nuovi controlli. «Su Zapata dovete chiedere ai medici, è a Siviglia e si sta curando – ha spiegato il Gasp –. C’è disparità di diagnosi, se uno dice sei guarito e l’altro no... posso aggiungere davvero poco. In questo momento non è a disposizione della squadra. È difficile, è un aspetto medico. Non posso fare delle diagnosi, nessuno pensava questo. Io non mi sbilancio, le previsioni sono quelle. Tutti eravamo certi che tornasse, non posso fare previsioni».

Quanto all’incontro, chiarisce subito: «Non penseremo mica di vincere facile contro il Verona che ha appena messo in difficoltà anche la Roma? Non è che risparmiandoci sabato avremmo più energie o vantaggi mercoledì in una gara da dentro o fuori in Champions League con lo Shakhtar – la premessa del tecnico –. Abbiamo avuto alcuni acciacchi in settimana, Kjaer (retto femorale, ndr), De Roon (ginocchio sinistro, ndr) e Gomez che si trascina una contusione da Brescia ma giovedì stava già meglio. L’avversario di turno non solo ha fatto 18 punti, ma raccolto apprezzamenti unanimi. Ricordiamo che è una neopromossa. Ha un gioco importante, mette in difficoltà chiunque».

Allievo contro maestro, questo il tema della quindicesima giornata al Gewiss Stadium: «Ivan Juric è un allenatore affermato. Ho un rapporto forte con lui: ha giocato per me al Crotone e al Genoa, poi ha iniziato ad allenare con me come secondo dopo aver iniziato dalla Primavera - . Ricordo il suo campionato di B vinto a Crotone. A Verona, una bella realtà, sta trovando la fortuna che non ha trovato a Genova in prima squadra da responsabile tecnico». Con il collega ci sono affetto, stima e similitudini tattiche: «Da calciatore aveva forza, entusiasmo e coraggio coinvolgenti. Ha sposato il mio credo calcistico, ma propone cose in proprio, secondo il suo carattere e la sua indole – sottolinea Gasp –. Sono felice quando fa risultato, ma vi assicuro che domani non ci guarderemo troppo in faccia, uno cercherà di battere l’altro lottando per la propria causa: è il bello del calcio». Niente turnover, se non mirato, tipo Pasalic in mediana al posto di De Roon: «in Italia dobbiamo cambiare marcia per restare attaccati al gruppetto di alta classifica: ci tengo tantissimo, da qui a Natale non tralasciamo niente».


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