Luoghi spariti di Città Alta Il teatrino di San Cassiano
Via Donizetti con il teatrino San Cassiano (Foto by Storylab)

Luoghi spariti di Città Alta
Il teatrino di San Cassiano

Uno scatto apparso su Storylab ci mostra il «teatrino di San Cassiano», in via Donizetti in Città Alta, demolito negli anni Trenta.

Nelle foto d’epoca pubblicate su www.storylab.it si possono vedere tanti edifici della Bergamo passata che ora non esistono più. Ne è un esempio questa foto condivisa da Giuliano Rizzi, che mostra un antico teatrino in via Donizetti, in Città alta: dedicato a Simone Mayr, veniva chiamato anche «teatrino di San Cassiano». Prima magazzino militare e prima ancora chiesa, l’edificio fu demolito nel 1937 quando, nell’ambito del piano di riqualificazione di Città alta, la strada fu allargata e fu realizzata anche una piazzetta. Piazzetta che è tuttora presente e conserva un’epigrafe in memoria del passato: «Su quest’area – si legge – sorgeva con annesso xenodochio la chiesa diaconale e poi vicinale di S. Cassiano già ricordata nell’anno 897. Alterata nei secoli e perduta ogni traccia antica, divenuta nel secolo XIX magazzino militare poi Teatro Simone Mayer, fu demolita nel 1937».

Il teatrino San Cassiano

Il teatrino San Cassiano
(Foto by Storylab)

Il palcoscenico aveva un sipario dipinto da Vincenzo Bonomini; del celebre autore degli scheletri in Borgo Canale erano anche alcune scene con relative quinte. Vi si esibivano per lo più compagnie filodrammatiche, ma negli ultimi anni della sua attività pare non se la passasse troppo bene: il pubblico è descritto «sempre irruente, vociante, scomposto; e non troppo agghindato»; inoltre mancavano i camerini e gli attori e le comparse si radunavano in un solo stanzone. Al tempo dell’abbattimento, il «San Cassiano» non era più il teatro che aveva accolto le accademie pubbliche dell’Unione filarmonica guidata da Simone Mayr; ma ogni tanto si concedeva qualche sussulto. Come ricorda Umberto Zanetti in «Bergamo d’una volta», è vero che «talora al San Cassiano debuttavano oscuri filodrammatici d’oratorio, ansiosi di comparire in qualche particina; ma è altrettanto vero che a volte vi recitavano attori di razza». Qui sotto, il tratto di strada come si presenta oggi.


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