Crisi gas, Arera fissa parametri economici per le centrali a carbone

Quotidiano Energia - Tutto pronto per la massimizzazione dell’utilizzo delle centrali a carbone e a olio combustibile italiane per fare fronte alla crisi gas.


Il 1° settembre il Mite ha adottato l’atto di indirizzo previsto dall’articolo 5bis, comma 1, del decreto-legge 14/2022, mentre ieri, 13 settembre, l’Arera ha approvato con urgenza la delibera 430/2022 che definisce i parametri economici.

In sostanza, il Regolatore sancisce l’applicazione del regime di essenzialità, seppure con alcune differenziazioni: gli impianti aderenti al regime di reintegrazione dei costi proseguiranno con tale remunerazione, quelli non essenziali avranno il regime ordinario di essenzialità ma con la possibilità di richiedere, dopo il termine del periodo di applicazione del programma di massimizzazione, la reintegrazione di costi fissi. Stessa facoltà viene concessa a chi già usufruisce del regime ordinario.

Con riferimento alle quantità indicate da Terna per la massimizzazione dell’utilizzo degli impianti non assoggettati ad alcun regime di essenzialità, rimarca l’Autorità, le offerte sul mercato elettrico dovranno essere formulate in modo da “evitare che gli utenti del dispacciamento possano esercitare potere di mercato”.

Con riferimento agli impianti soggetti al regime contrattuale di cui all’articolo 65bis della deliberazione 111/06, ne viene sospesa l’applicazione, sostituendolo con il regime di offerta e remunerazione previsto per gli impianti non essenziali.

Terna dovrà ora avviare il processo per la determinazione del costo variabile riconosciuto di ciascuna unità di produzione degli impianti interessati non essenziali, in modo tale da poter applicare le regole di offerta del regime ordinario di essenzialità e creare le condizioni per il calcolo dei costi delle centrali, incluse quelle alimentate con bioliquidi.

Sino al completamento di tale processo, le offerte di vendita e di acquisto nel Msd in ciascun periodo rilevante del periodo di massimizzazione saranno formulate a un prezzo pari al corrispondente prezzo di valorizzazione dell’energia elettrica venduta nel Mgp nella zona in cui è localizzato l’impianto considerato, prevedendo che gli effetti della piena applicazione del regime ordinario in relazione al riconoscimento del prezzo delle offerte accettate sul Msd siano recuperati a valle della determinazione del costo variabile riconosciuto.

Il Tso dovrà inoltre pubblicare l’elenco degli impianti interessati e la data di decorrenza dell’applicazione del programma di massimizzazione.

A questo proposito va ricordato che nell’elenco degli essenziali per il 2022 pubblicato da Terna a novembre figurano solo tre centrali potenzialmente interessate: ossia le centrali a carbone sarde di Enel (Sulcis) e EP (Fiumesanto) e l’olio combustibile di A2A a San Filippo del Mela. Restano quindi fuori gli impianti a carbone Enel di Civitavecchia, Brindisi, Fusina e quello A2A di Monfalcone.

Vista l’urgenza dell’intervento, l’Arera non ha messo in consultazione i provvedimenti ma i soggetti interessati potranno inviare le proprie osservazioni entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della delibera.

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