Cane e gatto possono convivere?

Cane e gatto
possono convivere?

«Essere come cane e gatto»: un detto vecchio come il mondo che sta ad indicare che due persone non vanno per niente d’accordo... È proprio vera questa affermazione?

Certo si sa, i proverbi celano sempre un fondo di verità, ma non è detto che sia sempre così. Cani e gatti infatti possono pacificamente convivere e arrivare addirittura a condividere gli stessi spazi, io stesso possiedo un micio che gioca e dorme insieme ai miei cani. Il miglior trucco per ottenere tutto ciò è ovviamente quello di abituare il cane fin da cucciolo alla presenza di un gatto. Solitamente non bisogna fare nulla per ottenere il rispetto reciproco: il cucciolo insegue il gatto per giocare, il gatto scappa oppure lo affronta soffiando ed eventualmente tenendolo alla larga con alcune decise zampate. Se una di queste va a segno, ecco che il cane capisce che non è il caso di tornare e comunque di evitare di farsi troppo sotto. Con il passare del tempo entrambi aumenteranno reciprocamente la tolleranza e non è raro che il gatto inizi addirittura ad accettare di buon grado le avances del cucciolo, se non a ribaltare del tutto le parti tentando di ingaggiare lui stesso il gioco. Il resto viene da sé, fino a trovarli poi a dormire beatamente insieme nello stesso giaciglio.

Lo stesso accade quando viene inserito un gattino in una casa già abitata da un cane adulto. Il micetto spesso, dopo un’iniziale paura, prende confidenza con l’ambiente e inizia addirittura a proporre il gioco al cane. A questo punto starà al nostro fedele amico scegliere se accondiscendere o allontanarlo.

Può poi verificarsi una terza opzione, ovvero che proprio tra i due non scocchi mai la scintilla, e a questo punto vi sarà una strana convivenza, quasi come da «separati in casa», ignorandosi a vicenda e con il gatto che solitamente utilizza abili stratagemmi per non farsi vedere dal cane, utilizzando quegli spazi in cui fido non può arrivare, come gli scaffali, i davanzali, gli armadi, i tavoli ecc.

È da sottolineare che spesso i bravi allevatori sono soliti a tenere con se uno o più gatti, in modo da abituare fin da subito i cuccioli alla loro presenza. Fin qui tutto bene, allora dove possono risiedere i problemi? Innanzitutto se il cane non è mai stato abituato alla presenza di un micio e dimostra una spiccata predatorietà potrebbero insorgere delle difficoltà, a volte insormontabili.

Bisogna premettere che i cani sono i pronipoti dei lupi, e quindi sono (come i gatti del resto) dei predatori. L’istinto predatorio però cambia di soggetto in soggetto, e anche nella medesima cucciolata possono esserci notevoli differenze tra i piccoli. Nelle prime settimane di vita i cuccioli imparano a giocare tra di loro e nel loro gioco sono a volte ben visibili tratti di predatorietà.

Anche noi, una volta portato a casa il cane possiamo istigarli ad essere predatori giocando con lui in maniera inappropriata e acquistandogli giocattoli che stimolano questo istinto: tutti gli «squeezy toys», ovvero i pupazzetti che fischiano, peggio ancora se a forma di animaletto, sono piccole prede artificiali, e la compulsività del cane nel distruggerlo mettendolo a tacere, concludendo spesso l’operazione scrollandolo con movimenti secchi della bocca, richiama in lui l’atto di uccidere la preda. E comunque, a prescindere dall’eventuale convivenza con i gatti, tendo sempre a sconsigliare questo tipo di giochi, puntando di più sull’attività di stimolazione olfattiva e mentale.

Come ho già avuto modo di scrivere prima, la predatorietà varia da soggetto a soggetto, quindi tendo ad escludere che questa o quella razza possano essere potenzialmente più «pericolose» per i gatti, certo esistono razze, come ad esempio i piccoli terrier, che storicamente stazionano nelle stalle delle scuderie in quanto abilissimi stanatori e cacciatori di topi, ma andatelo poi a spiegare alla mia amica Antonella, la cui jack russell Cuba ha accudito amorevolmente due gattini rimasti senza la loro mamma...

Paolo Bosatra
Dog trainer

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