Dobermann adibito alla protezione Ma pure un barboncino può difendere

Dobermann adibito alla protezione
Ma pure un barboncino può difendere

Impossibile in questi giorni per uno che scrive di cani non commentare la notizia dell’ormai famosissimo dobermann della Bassa, reo di aver morsicato un malcapitato ladro intrufolatosi evidentemente nell’abitazione sbagliata.

Qualche mese fa, sempre dalle pagine di questa rubrica, scrivevo che il cane rimane uno dei migliori antifurto in circolazione, essendo di natura un animale territoriale.

Non mi ero dilungato più di tanto sul perchè lo sia, ma in questo caso entro un pochino di più nel dettaglio spiegandovi che il suo istinto gli dice quantomeno di «avvisare» il resto del suo branco (che siamo noi umani) del tentativo di intrusione in atto, sia esso a causa del postino che infila la mano nella cassetta delle lettere, o di un potenziale ladro. La grande storia di amicizia e collaborazione che ha permesso al lupo di modificarsi in cane grazie alla mano dell’uomo nasce proprio da qui, dal fatto che decine di migliaia di anni fa i nostri antenati capirono che addomesticare il lupo avrebbe garantito protezione e sicurezza ai loro insediamenti.

Ora, io non so se il cane in questione sia stato addestrato appositamente alla difesa (con tutte le conseguenze del caso che potrebbero anche cambiare le valutazioni in sede di giudizio), il dato di fatto è che il dobermann è di per se una razza assolutamente adibita alla protezione del proprio territorio e del branco/famiglia. Caratteristiche però che più o meno marcatamente sono presenti in tutti i cani, meticci e non. Anche un tenero barboncino può difendere all’occorrenza ciò che gli è più caro.

Mi auguro che le Autorità competenti, quando saranno chiamate a pronunciarsi sulla questione, non si limitino a constatare e quantificare il danno, ma tengano presente anche di tutto ciò.

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