I cani e il linguaggio
del nostro corpo

Le basi della cinofilia moderna si basano sul corretto approccio relazionale con il nostro amico a 4 zampe e puntano anche sull’attenta osservazione dei vari “linguaggi” con i quali i cani comunicano non solo tra loro, ma anche con le altre specie, tra cui ovviamente quella umana.

Le basi della cinofilia moderna si basano sul corretto approccio relazionale con il nostro amico a 4 zampe e puntano anche sull’attenta osservazione dei vari “linguaggi” con i quali i cani comunicano non solo tra loro, ma anche con le altre specie, tra cui ovviamente quella umana. Sta a noi conoscere cosa in quel momento stanno tentando di trasmetterci e come quindi comportarci di conseguenza. Ho già avuto modo di dire in questa rubrica che parecchi incidenti potrebbero essere evitati se sapessimo interpretare correttamente le situazioni potenzialmente pericolose, e un buon corso di educazione può darvi sicuramente molte nozioni in materia.

Ma in questo articolo voglio andare più in là e spostare l’attenzione (e l’osservazione) sul nostro corpo e sul dato di fatto che anche noi trasmettiamo (eccome) qualcosa ai nostri cani.

Proprio per questo durante le sessioni di educazione insisto molto sull’importanza dei gesti e di quanto sia altrettanto importante che il cane ci osservi attentamente, ma sarebbe decisamente limitativo soffermarci solo su questo.

Avete mai pensato ad esempio che per imparare una buona condotta al guinzaglio la posizione dei nostri piedi è importantissima? Impostare il comando “piede” risulta infatti molto più facile se li teniamo ben dritti e rivolti nella direzione che desideriamo prendere. Mantenere poi una postura ben dritta unita ad un passo deciso, comunicherà al cane tutta la nostra sicurezza.

Uno degli errori più comuni in cui mi cimento quando mi confronto con chi ha fatto un’educazione “fai da te” è proprio la consuetudine di impartire i comandi piegandosi sulla schiena. Innanzitutto ne va della nostra credibilità. Ricordatevi i bei tempi della scuola: la maestra non si piegava certo sul busto per insegnarci qualcosa o per redarguirci, nemmeno quando eravamo seduti al banco. Stava sempre ben dritta, e anche per questo motivo eravamo portati ad essere (più o meno) ubbidienti e rispettosi. Inoltre una persona adulta, piegandosi su un bambino assumerebbe anche una posizione quasi schiacciante, soffocante. Per questo una delle prime attenzioni che sono solito usare durante le sedute di “pet therapy” con pazienti in carrozzella è proprio quella di restare in piedi o di piegarmi sulle ginocchia, in modo da non risultare “invadente”.

Trasliamo ora il tutto sui nostri amici a quattro zampe: pensate a come possa sentirsi un cane nel vedersi completamente sovrastare dal nostro corpo, magari sentendo anche la nostra voce che ripete con insistenza “Seduto! Seduto! Seduto!: inquietante vero? Immaginatevi poi se il destinatario del tentativo di comando fosse un minicane come un pinscher o uno shih-tzu.

Nel caso comunque volessimo (o dovessimo) abbassarci, ad esempio proprio per insegnare i primi comandi ai cani di piccola taglia, facciamolo piegando le ginocchia e tenendoci al loro fianco… sarà molto meglio!

Abbassarci in questo modo inoltre rappresenta anche un buon stratagemma per richiamarli a noi quando sono liberi.

Anche nei confronti di un cane particolarmente invadente possiamo fare molto con la nostra postura: girandoci di spalle gli comunicheremo che non ci interessa la sua esuberanza, e la cosa, ripetuta nel tempo, può funzionare anche con quei soggetti che disturbano i nostri pasti ad oltranza. Allargare le braccia e fare uno o due passi verso il cane che invece è solito saltarci addosso appena arrivati a casa può davvero rivelarsi utile a farlo smettere (se non bastasse girarsi prima di spalle): attenzione, mi sto riferendo in questo caso a quei cani che lo fanno per giocosa esuberanza, ovviamente sconsiglio questa prassi nel caso di un cane reattivo e che si innervosisce facilmente o di un qauttrozzampe particolarmente pauroso. Con questi soggetti dobbiamo fare davvero molta attenzione: anche solo una nostra postura “sbagliata” potrebbe potenzialmente rivelarsi pericolosa, e anche per questo ovviamente consiglio sempre di interpellare un buon dog trainer ed eventualmente un Medico Veterinario Comportamentalista.

Inoltre imitando quei segnali di cui abbiamo parlato in altre occasioni in questa rubrica, il nostro corpo poi può diventare uno strumento fantastico per comunicare con loro: possiamo ad esempio interporci tra due cani che stanno giocando un po’ troppo animatamente per indurli a calmarsi, oppure possiamo metterci in ginocchio e far loro il famoso “inchino” (non quello di Schettino, per carità!) per invitarli a giocare con noi, o ancora rallentare il nostro passo e i nostri movimenti per comunicare che il momento del gioco sfrenato è terminato.

Come vedete, il linguaggio del nostro corpo è importantissimo per relazionarci con gli amici pelosi, a patto che si impari bene ad utilizzarlo: frequentare un buon corso di educazione può davvero aprirvi nuovi orizzonti in questa direzione.

Paolo Bosatra

dog trainer

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