Il «cane-bambino» e le sue conseguenze

Il «cane-bambino»
e le sue conseguenze

«Lilli, vieni dalla mamma!». «Jack, amore mio, la pappa!» o ancora «Jenny, andiamo a nanna!»… Alzi la mano chi, almeno una volta, non si sia lasciato scappare una frase simile rivolgendosi al proprio cane!

Anche io, lo ammetto, ogni tanto mi rivolgo ai miei pelosi con intercalare «umano» e sdolcinato e, se la cosa è fine a se stessa, davvero non c’è nulla di male nel dimostrare in questo modo a loro tutto il nostro affetto. Così cerchiamo di dargli il cibo migliore, la cuccia più confortevole, i giochi più interessanti e di fargli fare le attività più divertenti. Fin qui facciamoci i complimenti, siamo i «padroni» migliori del mondo, e i nostri cani non potrebbero desiderare nulla di meglio.

Facciamo attenzione però, non lasciamoci prendere troppo la mano, rischiamo (in assoluta buona fede, sia chiaro) di trasformare poco alla volta il nostro amico peloso in un vero e proprio «bambino a 4 zampe», e ciò dovrebbe indurci a un’attenta riflessione: il rischio «zooantropomorfizzazione» (in gergo scientifico si chiama così) nasconde diverse insidie che nel tempo potrebbero sfociare in veri e propri disturbi del comportamento e causarci non pochi problemi.

Il rischio c’è, ed è ancora più alimentato dalle possibilità di marketing che la sempre crescente attenzione per i nostri cani sta creando. Negli ultimi anni infatti nei «pet-stores» si sono visti articoli a dir poco assurdi: scarpe per cani, passeggini, addirittura arredamenti completi per allestire la loro «cameretta» con tanto di lettino, armadio e cassettiera con specchio. Verrebbe da sorridere se non facessi l’Educatore Cinofilo di mestiere, e se la mia etica personale non mi inducesse, in tempi di crisi, a farmi certe domande…

Facciamo ora un passo indietro e torniamo ad inquadrare il nostro migliore amico per quello che in realtà è: un cane, appunto, e nel rispetto del suo essere e della sua dignità come tale dobbiamo trattarlo. Fin dal primo giorno di convivenza il nostro cucciolo non necessita di una cameretta, ma di regole nelle quali deve riconoscersi nel suo ruolo di cane, inoltre deve riconoscerci come suo branco e non come sua famiglia. È il suo istinto che lo richiede, e noi abbiamo il dovere di assolvere a questa funzione.

Su questo costruiamo giorno dopo giorno il nostro status di buoni leader (lui in noi cerca un riferimento sicuro, non una mamma o un papà), e grazie a ciò verremo accreditati da lui ad essere le sue guide. Abituarlo a mangiare sempre dopo di noi, a dormire in uno spazio tutto suo, a non esserci sempre attaccato come un’ombra, sono elementi essenziali per costruire una serena ed equilibrata convivenza nel rispetto reciproco, che ci ripagherà nel tempo.

Nella mia esperienza professionale noto che le persone più a rischio di trasformare il cane in un bimbo con la coda sono le donne, solitamente senza figli o con gli stessi divenuti adulti e che magari sono già usciti di casa. E ovviamente i cani più a rischio di questa trasformazione sono quelli di piccola taglia. È prevalentemente in queste famiglie (ma anche in altre) che si trovano le situazioni più estreme, con cani che mangiano a tavola, che dormono in mezzo ai cuscini tra marito e moglie, che vengono portati sempre in braccio, al supermercato così come a passeggio, ma anche che rubano dai piatti, che ringhiano o addirittura mordono il marito che si avvicina al letto e che hanno sviluppato iperfobia o aggressività nei confronti dei loro simili. Rileggete le ultime righe e noterete che ad ognuna delle tre cause sopra elencate corrispondono in perfetto ordine gli effetti che ho citato!

Ecco quindi riportato in poche righe il risvolto della medaglia, le insidie che si possono celare dietro all’umanizzazione del nostro cane che, ahimè, viene costretto a modificare se stesso per far fronte alle nostre aspettative ed esigenze.

Qualcuno di voi obietterà che il proprio quattrozzampe è ben felice di dormire tra i due cuscini, di mangiare a (o da) tavola e di starsene in braccio. Certo così può sembrare, se consideriamo il fatto che il cane spesso vive per renderci felici e che trae da queste situazioni una serie di benefici, ma non dimentichiamo che tutto ciò è a danno della sua natura stessa.

Riscoprite quindi il piacere di rapportarvi correttamente con loro, cercate di capire come comunicare adeguatamente, imparate l’arte di giocare«da cani» e permettete loro di socializzare senza paura: solo così potrete capire quanto sia unico e magico il legame che si riesce ad instaurare con i vostri stupendi amici a 4 zampe!

© RIPRODUZIONE RISERVATA