Venerdì 14 Marzo 2014

L’importanza

di iniziare da casa

Quante volte uscendo in passeggiata con il nostro migliore amico ci imbattiamo in qualche cane educatissimo ed equilibrato che suscita tutta la nostra invidia? Credo tantissime!

E quante volte, vedendo un quattrozzampe così “impeccabile” abbiamo pensato: “Mi sa che questo va a scuola con il suo cane da almeno un anno!”

Potrebbe anche essere, ma ricordiamoci sempre un dettaglio imprescindibile: alla base di tutto c’è sempre un primo, importantissimo lavoro fatto a casa fin dai primi giorni in cui il cane è arrivato.

Abbiamo già avuto modo di parlare in questa rubrica dell’importanza di impostare una corretta leadership e di tutte le regoline che ne stanno dietro (e se ve li siete persi, possiamo anche ripubblicare gli articoli che ne parlano, scrivetemi!), quindi non mi dilungo su quelli che realisticamente sono i “primi giorni di scuola della prima elementare dell’educazione del cane”, ma anche nell’iniziare ad apprendere i primi comandi, le mura amiche di casa possono sicuramente essere un ottimo alleato.

In casa o nel nostro giardino infatti abbiamo notevoli vantaggi rispetto al parco o al campo di addestramento: innanzitutto ci sono molte meno distrazioni (odori, altri cani e persone, rumori) e sarà sicuramente più semplice ottenere un po’ di attenzione dal nostro amico, soprattutto se è cucciolo. Inoltre possiamo contare su tutto ciò che ci può servire che magari a spasso non portiamo, bocconcini, giochi, copertina, tutti strumenti utili per imparare. Anche noi, magari lontano da “occhi indiscreti”, rendiamo al meglio, e se decidiamo di lavorare con la supervisione di un Dog Trainer che si presta a venire presso il nostro domicilio, lo avermo tutto per noi…

La casa diventa quindi una sorta di “palestra” in cui iniziamo a prendere confidenza con i comandi e con il gioco, potremo costruire al meglio l’interazione con parole e gesti (un aspetto importantissimo), ed è il luogo ideale in cui iniziare a misurarsi con le prime difficoltà sentendoci assolutamente al sicuro: mi riferisco ad esempio ai primi rudimenti del richiamo, all’insegnargli a non mordere il guinzaglio in continuazione o a non raccogliere cose da terra.

Pensiamo semplicemente al banalissimo comando “guarda”, che spesso si insegna ancor prima del “seduto” ed è un autentico fondamentale del nostro metodo di lavoro: serve per avere in un secondo l’attenzione del cane su di noi. Quale posto migliore per iniziarlo a tale pratica se non la nostra casa? Oppure al comando “resta” (o “fermo”), per me il più importante in assoluto, quello che può salvare letteralmente la vita del nostro cane in svariate occasioni (pensate ai cancelli che danno su strade trafficate o alla discesa dall’auto): quanto sarà più semplice impostarlo a casa?

Ovviamente però non possiamo pretendere che una volta concluso il lavoro a casa otterremo la perfezione anche a spasso, quindi ciò che avremo fatto sarà solo il primo dei tanti passi che ci porteranno verso un controllo più concreto ed affidabile. Si comincia da casa per poi uscire in giardino, e poi ancora andare al campo di addestramento a lavorare con altri cani e persone, ma senza correre pretendendo di bruciare le tappe. Io sostengo da sempre che se si vuole educare un cane bisogna fare affidamento su tre piccoli ma importantissimi concetti: “chi la dura la vince, il primo che cede ha perso e accontentarsi di un piccolo progresso al giorno”.

Inoltre mettiamoci bene in testa un concetto: la perfezione e la sicurezza al cento per cento quando si ha a che fare con un animale e non con un mezzo meccanico non le raggiungeremo mai. Io stesso considero sempre un margine di imprevedibilità nei miei cani, e lo farò sempre.

Paolo Bosatra

dog trainer

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