Affidata alle radici del bosco  la memoria di chi non c’è più
Il sindaco Claudio Bolandrini

Affidata alle radici del bosco
la memoria di chi non c’è più

Lunedì mattina 22 febbraio fuori dal cimitero di Caravaggio la piantumazione di 205 alberi dedicati ai defunti nel corso del 2020. Il sindaco: custodiranno il ricordo di quanto accaduto.

Caravaggio fa i conti con il dolore che il Covid -19 ha causato l’anno scorso alla sua popolazione. Dal conteggio effettuato dal Comune, nel corso del 2020 sono stati 228 i caravaggini deceduti. Per comprendere quanto l’epidemia, purtroppo ancora in corso, abbia contribuito al raggiungimento di questo tragico dato, basta confrontarlo con quello dei due anni precedenti quando i morti erano stati molto meno: 187 nel 2019, 138 nel 2018.

E proprio per ricordare le vittime del Covid-19 il Comune lunedì 22 febbraio ha dato il via alla piantumazione del bosco chiamato «Le Fronde della Memoria»: saranno in tutto 205 gli alberi che verranno piantati al cimitero del capoluogo e nelle strade limitrofe: «Non vogliamo - sostiene il sindaco Claudio Bolandrini - che la memoria della tragedia che ha colpito la nostra comunità si offuschi: deve avere radici profonde e salde per non cedere, con il passare del tempo, all’oblio. Le “Fronde della Memoria” custodiranno con il passare delle stagioni il ricordo di quanto accaduto».

Il numero degli alberi da piantare, 205 acquistati a fronte di un investimento di 67 mila euro, è stato scelto a caso. È infatti difficile fare un calcolo esatto di quanti caravaggini siano effettivamente morti a causa del Covid-19. Se si ritorna con la mente al momento più tragico dell’epidemia, fra fine febbraio e marzo e aprile, ci si potrà facilmente ricordare come molte persone siano decedute senza essere sottoposte a tampone che ne accertasse la positività al virus. Ancora i dati anagrafici, comunque, possono dare un’idea di quanto duramente nella primavera del 2020 il virus abbia investito anche la popolazione di Caravaggio. Nei mesi di marzo e aprile del 2018 e del 2019 i morti erano stati rispettivamente 15-6 e 12-8. Nel 2020, invece, sono tragicamente saliti a marzo a 59, ad aprile a 31.

Questi sono stati i mesi più «mortali» di tutto l’anno. Dopodiché, fortunatamente, nei cinque mesi successivi si è registrato un calo, andando anche sotto la media degli anni precedenti: a maggio i decessi sono stati 13 (nel 2018 erano 8, nel 2019 16), a giugno 7 (12 nel 2018, nel 2019 15), a luglio 11 (6 nel 2018, 15 nel 2019), ad agosto 14 (11 nel 2018, 17 nel 2019), a settembre 7 (12 nel 2018, 19 nel 2019). «Ovviamente - spiega ancora Bolandrini - la causa delle morti dei caravaggini registrate l’anno scorso non è attribuibile esclusivamente al Covid. Ma la curva dei decessi riflette chiaramente il momento di punta dell’epidemia, appunto in primavera, e quello in cui sembrava ci stesse lasciando ossia l’estate. Purtroppo, poi, abbiamo dovuto tornare a farci i conti».

La nuova ondata

A ottobre, infatti, i contagi hanno ricominciato a salire e con essi anche i decessi, sebbene fortunatamente non abbiano raggiunto i livelli di marzo e aprile: fra ottobre e dicembre 2020 sono stati in tutto 48 (nel 2018 erano stati 41, nel 2019 40).
I 205 alberi che andranno a costituire «Le Fronde della Memoria» verranno piantati in numero di 90 nell’area a fianco del camposanto, 62 in via Serenissima e De Amicis, 52 in via Marie Curie. Ancora difficile prevedere, a causa sempre delle limitazioni dovute al Covid, quando il bosco potrà essere inaugurato. L’ipotesi è di tenere l’inaugurazione insieme al concerto del Requiem di Mozart che si sarebbe dovuto svolgere a Caravaggio a ottobre, ma che poi era saltato a causa della recrudescenza dell’epidemia.


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