Architetto di Treviglio sfregiato dall’acido Il 29enne confessa: vittima di un ricatto

Architetto di Treviglio sfregiato dall’acido
Il 29enne confessa: vittima di un ricatto

I presunti debiti sarebbero solo una parte della storia: l’architetto di 43 anni che giovedì pomeriggio è stato sfigurato con l’acido nella centralissima via Città di Fiume, a Milano, avrebbe ricattato il suo aggressore.

Questa è la versione raccontata al pm Isidoro Palma dal brasiliano di 29 anni che la notte scorsa è stato fermato dagli agenti della Squadra mobile con l’accusa di lesioni gravissime. Il sudamericano, irregolare e incensurato, ha spiegato di aver avuto una «relazione» con il professionista e di essere a sua volta vittima di un ricatto a sfondo sessuale.

L’interrogatorio di garanzia sarà fissato per sabato o domenica, intanto si scava nella vita del 43enne che già in passato ha avuto problemi con la legge per una storia di diffamazione attraverso volantini e fotomontaggi. La vicenda risale al 2006.

Nelf rattempo dai problemi economici dell’architetto sono partite le indagini della Mobile milanese che in poche ore è riuscita a mettere a frutto le indicazioni fornite dal ferito e ad individuare il brasiliano pur non avendo un domicilio ufficiale. Sulla ricostruzione dell’aggressione ci sono ancora alcuni punti da risolvere ma la dinamica dovrebbe essere chiara. I due si sono dati appuntamento in Porta Venezia alle 15, hanno iniziato a discutere e subito dopo il sudamericano gli ha lanciato contro il contenuto della bottiglia di disgorgante comprato in un supermercato poco lontano. Mentre il ferito si contorceva per il dolore e chiedeva aiuto, lui è scappato verso piazza della Repubblica, ripreso nelle immagini delle telecamere della zona. Il fatto che abbia portato l’acido spinge gli investigatori a pensare che si sia trattato di un piano premeditato e non un gesto impulsivo al culmine di una lite.

Il liquido corrosivo ha colpito l’architetto soprattutto al volto e al collo: attualmente è ricoverato al Niguarda con ustioni giudicate guaribili in 40 giorni. Il tempo per il recupero dei tessuti e il numero delle operazioni a cui dovrà sottoporsi, però, sono ancora difficile da stimare.


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