Bimbo morto schiacciato nel cassonetto  Donazioni per aiutare la famiglia
Uno dei messaggi apparsi in via Monte Grappa, dove martedì sera è avvenuto il tragico incidente

Bimbo morto schiacciato nel cassonetto
Donazioni per aiutare la famiglia

Aperta una raccolta fondi per la mamma e i quattro fratellini di Karim, il bambino morto nel cassonetto. Lunedì l’autopsia sul corpo del piccolo.

Boltiere si mobilita per sostenere la famiglia di Karim Bamba, il bambino di 10 anni morto tragicamente dopo essere rimasto schiacciato da un cassonetto per la raccolta di abiti usati. Oltre al dolore, c’è da pensare al futuro della sua famiglia, della mamma di 37 anni, della sorellina di 7 anni e dei fratellini di 12, 5 e 2 anni, al momento tutti quanti ospitati in una comunità protetta.

«Sono molte le richieste - rivela l’assessore ai Servizi alla persona di Boltiere Cinzia Begnardi - che, dopo la tragedia, ci sono arrivate da enti e cittadini per sapere come aiutare la famiglia». Ora il modo c’è: «Per donare - è riportato sul sito sul sito del Comune - è possibile utilizzare le seguenti modalità: direttamente presso la Casa parrocchiale in contanti o con assegno intestato a Parrocchia San Giorgio Martire» oppure «tramite bonifico bancario sul conto Ubi Banca spa - filiale di Boltiere, intestato a Parrocchia San Giorgio Martire, codice Iban IT76B0311153880000000000495».

Begnardi assicura «che la famiglia, come fino ad ora abbiamo fatto, continuerà ad essere sostenuta dai Servizi sociali comunali. È importante però iniziare a pensare anche al suo futuro e la raccolta fondi ha questo scopo».

Domani è in programma l’autopsia sul corpicino di Karim per accertarne le cause della morte. Dopodiché, nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo di cui è titolare il pm Emanuele Marchisio, verrà svolta anche una perizia tecnica sul cassonetto per la raccolta degli abiti usati, ora sotto sequestro.

Non è ancora noto quando la salma del bambino verrà rimessa a disposizione della famiglia. Certo è che per l’estremo saluto verrà svolto una cerimonia funebre di rito islamico. «Troveremo comunque il modo - dice il parroco don Giuseppe Bellini - perché tutti coloro che lo desiderano, di qualsiasi religione siano, possano essere presenti».

Intanto nel parcheggio di via Monte Grappa, dove è accaduto l’incidente, al posto del cassonetto rimosso dai carabinieri, mani pietose, soprattutto bambini e genitori, hanno posato fiori e tanti bigliettini con frasi per il piccolo Karim. «Che bello deve essere parlare la lingua degli angeli dove non ci sono parole per l’odio… e ci sono milioni di parole per l’amore», si legge in uno dei tanti messaggi.


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