Folla a Cologno per padre Pizzaballa I giovani: «L’umiltà la tua grande dote»
Il neo arcivescovo Pierbattista Pizzaballa a Cologno al Serio (Foto by Luca Cesni)

Folla a Cologno per padre Pizzaballa
I giovani: «L’umiltà la tua grande dote»

«Adesso anche Gerusalemme è un po’ di Cologno così come un po’ di Cologno è anche di Gerusalemme».

Con queste parole, sottolineate un lungo applauso da parte dei fedeli che hanno letteralmente stipato la chiesa parrocchiale di Cologno al Serio, il neo arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, che Papa Francesco ha nominato amministratore apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme, ha concluso il suo primo pontificale, il giorno dopo l’ordinazione episcopale di sabato nella Cattedrale di Bergamo.

Il neo arcivescovo Pierbattista Pizzaballa a Cologno al Serio

Il neo arcivescovo Pierbattista Pizzaballa a Cologno al Serio
(Foto by Luca Cesni)

Il frate francescano, per dodici anni Custode di Terra Santa, ha infatti voluto celebrare la sua prima Messa da vescovo nella comunità in cui è nato, in cui è cresciuto e in cui si è formata la sua vocazione sacerdotale. E ad accoglierlo, ieri mattina, c’era una f olla immensa, in un paese addobbato a festa. A concelebrare oltre 50 sacerdoti, tra cui il vicario generale monsignor Davide Pelucchi e mons. Tino Scotti della Segreteria di Stato del Vaticano, entrambi di Cologno, e il successore di padre Pizzaballa come Custode di Terra Santa, fra Francesco Patton.

Il neo arcivescovo Pierbattista Pizzaballa a Cologno al Serio

Il neo arcivescovo Pierbattista Pizzaballa a Cologno al Serio
(Foto by Luca Cesni)

Un giovane dell’oratorio ha preso la parola per portare l’abbraccio di tutta la gioventù colognese. «Padre Pierbattista - ha detto rivolgendosi all’arcivescovo - noi riconosciamo in te e nel tuo modo di fare una dote che ci è molto cara: l’umiltà. Ti abbiamo seguito con ammirazione in questi anni, nel tuo incarico delicato di costruttore di ponti in una terra di muri. Anche grazie a te ci aspettiamo una Chiesa che sia capace di camminare al nostro fianco senza puntare il dito dall’alto».


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