Morto in montagna a 26 anni L’ultimo saluto martedì a Romano
Saverio Ghilardi, 26 anni, morto in montagna: martedì i funerali (Foto by Facebook)

Morto in montagna a 26 anni
L’ultimo saluto martedì a Romano

La tragedia sabato mattina, 27 giugno, a Edolo, nella zona dei Corni di Premassone in Valcamonica (Brescia). La salma di Saverio Ghilardi, 26 anni, è nella Casa del Commiato di via Tadini a Romano, dove il giovane abitava con la famiglia. Funerali il 30 giugno nella parrocchia di Santa Maria Assunta.

Un appiglio di roccia a circa 3 mila metri di altezza ha ceduto, facendolo poi precipitare per quasi 200 metri: così sabato mattina, 27 giugno, a Edolo, nella zona dei Corni di Premassone in Valcamonica (Brescia), è morto Saverio Ghilardi, 26 anni, di Romano di Lombardia dove viveva insieme al padre e alla madre Beatrice Picchetti, ex insegnante in pensione del liceo don Milani, e i due fratelli Cesare ed Ettore. La camera ardente da questa mattina, domenica 28 giugno, è allestita nella Casa del commiato di via Tadini, la stessa via dove il ragazzo abitava con la famiglia. I funerali saranno celebrati martedì 30 giugno alle 9,30 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Romano di Lombardia.

Saverio Ghilardi era un amante della montagna particolarmente preparato: al momento della salita non era in cordata ma stava percorrendo un sentiero piuttosto ripido insieme ad altri 5 ragazzi . La tragedia si è consumata intorno alle 11.30 di sabato 27 giugno. Saverio insieme ai suoi amici aveva raggiunto Sonico in auto. Da lì a piedi il rifugio Tonolini dopo il quale avevano camminato per circa un’altra ora e mezza. Arrivato a poco meno di 3 mila metri improvvisamente l’appiglio a cui si era aggrappato ha ceduto. A quel punto il ventiseienne non ha trovato null’altro a cui aggrapparsi e nessuno dei suoi compagni è riuscito in qualche modo ad afferrarlo: il giovane è così precipitato in un canalone per quasi 200 metri. Immediatamente gli amici hanno chiamato i soccorsi col cellulare. In quel momento nella zona dei Corni di Premassone c’era della nebbia e quindi si è inizialmente pensato che, per il recupero, dovesse intervenire a piedi il soccorso alpino e il soccorso alpino della Guardia di Finanza. Alla fine invece, grazie al migliorare delle condizioni atmosferiche, si è potuto levare in volo l’elicottero del 112 di Bergamo da cui, utilizzando il verricello, il medico si è poi calato fino a raggiungere il corpo del ventiseienne trovato senza vita.


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