«Sui treni della Bergamo-Milano 4.000 senza biglietto in 6 giorni»

«Sui treni della Bergamo-Milano
4.000 senza biglietto in 6 giorni»

In 2.600 sono stati fatti scendere dal treno, gli altri hanno pagato il biglietto. Il 70/75 per cento dei fermati sono immigrati

«In soli 6 giorni, cioè da martedì 15 a domenica 20 novembre, sono 4.000 le persone fermate e controllate sui treni delle linee Milano-Bergamo e Bergamo-Treviglio». Lo fa sapere l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Sorte, commentando i dati dopo la prima settimana di sperimentazione del progetto «Tratta Sicura». Da martedì scorso e fino al prossimo 15 dicembre, infatti, il 75% dei 104 treni quotidiani della Milano-Bergamo e Bergamo-Treviglio saranno presidiati da 20 guardie giurate armate che vanno ad affiancarsi alle squadre anti evasione di Trenord e agli uomini delle Polfer.

«Di queste 4.000 persone fermate - ha spiegato Sorte - 2.611 sono state fatte scendere dai treni, mentre le altre 1.400 hanno regolarizzato a bordo la propria posizione e quindi proseguito il proprio viaggio. Sono numeri impressionanti, i “portoghesi’” sono il 3,5 per cento di coloro che quotidianamente si muovono su queste due direttrici. E ancora, il 70/75 per cento dei fermati sono immigrati».

«Questa operazione - continua Sorte - sta dando risultati che vanno molto al di là delle aspettative. Ringrazio dunque molto la Polfer che sta dando una grande mano non solo alle guardie armate giurate, ma anche alle squadra antievasione che stanno facendo un lavoro davvero encomiabile Spero che questo progetto possa essere esteso a tutte le altre tratte della Lombardia. Non nego pero’ una certa soddisfazione per gli importanti risultati ottenuti dopo solo una settimana. In molti mi hanno scritto in questi giorni per dirmi che finalmente vedono i controlli sui treni. Non è infatti giusto viaggiare senza biglietto, come non è accettabile viaggiare con la paura come compagna di viaggio. Credo che con questo progetto stiamo dando un segnale veramente concreto».


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