Treviglio, cibo scaduto e scarsa igiene Controlli nelle macellerie islamiche

Treviglio, cibo scaduto e scarsa igiene
Controlli nelle macellerie islamiche

Dopo i controlli nella zona di Verdellino, con tanto di bar cinese dove il titolare dormiva tra la merce e un forno non più utilizzato, nuovo blitz a Treviglio dei carabinieri e dell’Ast nelle macellerie islamiche della Bassa.

Sospesa a tempo indeterminato un’attività per motivi igienico-sanitari d un’altra invece per alcune ore: comminate sanzioni pecuniarie per quasi 30 mila euro. Ad agire nella mattinata del 3 febbraio i carabinieri della Compagnia di Treviglio e gli ispettori del Servizio veterinario dell’Ast di Bergamo che hanno effettuato due controlli a sorpresa presso altrettante macellerie islamiche di Treviglio.

L’attività ispettiva interforze in questione ha riguardato nello specifico la verifica degli aspetti igienico-sanitari di tali attività commerciali etniche, entrambe gestite da negozianti marocchini. Nella prima macelleria islamica il i militari e i tecnici dell’Ast hanno riscontrato gravi carenze sotto il profilo igienico-sanitario in relazione alle quali è scattata la sospensione a tempo indeterminato dell’attività commerciale, in attesa dell’eventuale ripristino dello stato dei luoghi, che verrà confermata dall’ordinanza del sindaco di Treviglio a ratifica dell’accertamento svolto dai carabinieri e dai tecnici del servizio veterinario. In particolare, sono state rilevate le seguenti criticità: carne non tracciata, prodotti scaduti di validità (pane), preparazione di pane e salsicce in proprio non autorizzata, scarso igiene sugli attrezzi da lavoro, assenza di etichettature in lingua italiana su alcuni prodotti alimentari in vendita, sporcizia diffusa. Inoltre è stato altresì individuato un lavoratore in nero (un parente del titolare), nonché riscontrate anche irregolarità nel sistema antincendio dell’esercizio (estintori scaduti di validità).

Complessivamente sono state quindi elevate contestazioni amministrative pecuniarie per circa 10 mila euro. Accertata altresì la presenza di un impianto di video-ripresa interno al locale non autorizzato e senza la prevista cartellonistica. In questo caso, è stato contestato un verbale di 12 mila euro, oltre che ovviamente la violazione allo statuto dei lavoratori.

Anche nella seconda macelleria islamica, invece, sono state rilevate alcune violazioni in materia igienico-sanitaria, meno importanti comunque rispetto il primo controllo, motivo per il quale è scattata soltanto la sospensione temporanea dell’attività commerciale per alcune ore. In questo caso, infatti, sono state date dagli organismi di vigilanza operanti alcune prescrizioni ottemperate nel giro di circa 3 ore da parte della proprietà. In particolare, è stata contestata la presenza di carne non tracciata (dichiaratamente per autoconsumo e non per la vendita al pubblico), rilevata la presenza di prodotti in vendita senza la prescritta etichettatura in lingua italiana, l’inattività del bancone frigo, la promiscuità tra prodotti alimentari ed altro materiale, la guarnizione inefficiente della cella frigo oltre che presenza di lesioni nella parte alta della stessa, servizi igienici con carenze igienico-sanitarie. Al vaglio, inoltre, anche la posizione sotto il profilo giuslavoristico della sorella del titolare, rintracciata durante il controllo mentre stava appunto sostituendo il proprio congiunto temporaneamente assente. In questo caso seguiranno contestazioni amministrative pecuniarie per circa 4 mila euro.


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