Un viaggio lungo la Treviglio-Milano Minuto di silenzio, per non dimenticare
Un viaggio per ricordare la tragedia di una settimana fa (Foto by Foto Cesni)

Un viaggio lungo la Treviglio-Milano
Minuto di silenzio, per non dimenticare

Un minuto di silenzio e un lungo applauso per non dimenticare quello che è successo una settimana fa, il 25 gennaio a Pioltello. È stato organizzato lungo la ferrovia Treviglio-Milano un momento informale di memoria della tragedia con un intervento di tipo simbolico, come proposto dal comitato pendolari del Cremona-Treviglio- Milano.

Un minuto di silenzio e un applauso in memoria di chi è morto nel disastro ferroviario. Così ha preso il via dalla stazione di Crema l’iniziativa #intrenoconnoi: a una settimana dal deragliamento del regionale costato la vita a tre donne, il Comitato dei pendolari cremaschi ha invitato cittadini, sindaci e forze politiche del territorio, a partire dai candidati presidente della Regione, a prendere il treno insieme a loro fino a Milano per tenere alta l’attenzione dopo l’incidente di Pioltello ma anche sulle condizioni del trasporto ferroviario locale. All’appello hanno risposto, tra gli altri politici, una ventina di sindaci del cremasco e del bergamasco, con la fascia tricolore, e tre degli aspiranti governatori della Lombardia: Giorgio Gori (centrosinistra), Dario Violi (M5S) e Massimo Gatti (Sinistra per la Lombardia).

«Questa iniziativa – ha spiegato Massimiliano Donelli, del Comitato dei pendolari cremaschi, al suo arrivo alla stazione di Lambrate – è per ricordare Ida, Pierangela e Giuseppina. Noi cerchiamo un riscontro da chi è competente affinché si trovino le responsabilità di quanto accaduto, nella speranza che poi non accada più. Come Comitato – ha sottolineato – ci battiamo da anni contro ritardi, carrozze fredde, ma mai ci saremmo aspettati di doverci battere per la sicurezza e per la vita dei passeggeri». A Caravaggio e a Treviglio sono saliti i sindaci bergamaschi, con il sindaco di Brignano Beatrice Bolandrini che è tornata sul treno dopo lo scorso 25 gennaio: era sul convoglio che è deragliato «e oggi non è stato facile tornare». Con lei i sindaci di Treviglio, Caravaggio, Misano e Castel Rozzone, oltre all’assessore al Bilancio di Mozzanica.

Il referente del ComItato Pendolari Treviglio e Bassa, Piero Toti, segnala: «Prendiamo atto che a fronte dei conseguenti e inevitabili disagi ci sono state date delle valide alternative, soprattutto con le fermate di tutti i treni alla stazione di Treviglio Ovest sulla linea Bergamo-Treviglio-Milano. Fare commenti in più in questo momento non è produttivo ed è la posizione che il nostro Comitato prenderà in questo periodo». Durante l’incontro della mattina i pendolari cremaschi hanno letto un comunicato: «Essere pendolari significa fare una vita d’inferno, è inaccettabile che nel 2018 si possa morire mentre ci si reca sul posto di lavoro».

I disagi sono purtroppo sotto gli occhi di tutto e non si annunciano tempi brevi perché la circolazione dei treni torni alla normalità dopo il deragliamento ferroviario di Pioltello. Nel punto dove si è verificato il tragico incidente, i tecnici di Rfi (Rete ferroviaria italiana) non sono ancora potuti intervenire ad effettuare le necessarie riparazioni sui binari. «Il motivo è che – come comunica la stessa società ferroviaria – l’area è ancora sotto sequestro per le indagini della magistratura».

Nei giorni scorsi ci si attendeva anche l’intervento di mezzi da lavoro per rimuovere le carcasse dei vagoni del treno deragliato. Non si è invece vista nessuna gru. Il luogo del deragliamento rimane, quindi, ancora «off limits» e a esclusiva disposizione delle forze dell’ordine, dei magistrati che stanno indagando sul deragliamento e dei relativi periti. Ma quando la circolazione dei treni potrà tornare regolare? Al momento è impossibile prevederlo. Ora, infatti, neppure Rfi può definire con esattezza l’entità dei danni causati alla rete dal deragliamento e quanto tempo ci vorrà per ripararli. Potrà farlo solamente quando i suoi tecnici saranno autorizzati ad entrare nell’area posta sotto sequestro: «Non appena avverrà il dissequestro – affermano ancora dalla società ferroviaria – Rfi dovrà valutare, rientrata in possesso dell’area, quali sono i danni infrastrutturali per poi procedere alla riparazione e rimettere in esercizio i binari in sicurezza».

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