Zingonia, stop alla macelleria islamica Ci lavorava anche un minorenne in nero

Zingonia, stop alla macelleria islamica
Ci lavorava anche un minorenne in nero

Diverse irregolarità sotto il profilo igienico-sanitario e nei contratti. Entro domani sanzioni da pagare o chiusura dell’attività.

Prosegue l’attività di controllo del territorio dei carabinieri della Compagnia di Treviglio in tutta la Bassa Bergamasca. Ancora una volta nel mirino dei controlli è finita Zingonia. I militari dell’Arma, insieme ai colleghi del Nas di Brescia, agli Ispettori del Lavoro di Bergamo ed ai funzionari dell’Ats hanno eseguito un controllo interforze in locale etnico di Ciserano. In particolare hanno sottoposto ad accertamenti una macelleria islamica deficitaria sotto il profilo igienico-sanitario e per tale motivo sanzionata con un verbale da 1.000 euro, oltre le conseguenti prescrizioni.

Fatto più grave, però, la presenza di un minorenne (nipote studente 16enne dei titolari, ancora in età scolare) intento a lavorare (in nero) all’interno della macelleria ed in particolare a trattare le carni. Per tale ragione, oltre ad una maxi-sanzione da 2.000 euro, ne è altresì seguita la sospensione cautelativa dell’attività professionale, gestita da due fratelli marocchini, per grave violazione giuslavoristica. Se non pagheranno entro le ore 12 di venerdì 25 novembre la sanzione, i titolari dell’attività dovranno cessarne l’operatività. Accertate, inoltre, anomalie nell’impianto energetico in funzione nell’esercizio, oggetto di prossimo approfondimento da parte dei Vigili del fuoco di Bergamo.

Nei pressi della macelleria islamica è stato rintracciato inoltre un marocchino clandestino sul territorio nazionale, denunciato in stato di libertà per la violazione della normativa sugli stranieri. Con il supporto operativo anche della polizia locale di Ciserano, sono stati altresì sequestrati amministrativamente capi di abbigliamento vari ed alimenti posti in vendita all’esterno del locale da parte sempre di magrebini. Seguiranno nei loro riguardi sanzioni pecuniarie per alcune migliaia di euro in relazione alla vigente normativa sul commercio.


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