A soli 31 anni è sopravvissuta al tumore e a due trapianti di cuore
Cristina Zambonini

A soli 31 anni è sopravvissuta
al tumore e a due trapianti di cuore

Nel Mago di Oz, il celebre romanzo di Frank Baum, il taglialegna di latta compie un lungo viaggio e mette in gioco tutto il suo coraggio pur di ottenere un nuovo cuore.

Cristina Zambonini, originaria di Domodossola, 31 anni, ha dovuto intraprendere la stessa avventura già due volte: ha subito due trapianti di cuore, a distanza di dieci anni, entrambi all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. «Tra i pazienti giovani come me – sorride – i medici individuano due categorie: quelli che hanno paura di tutto e quelli che non ne hanno per niente». E lei appartiene senza dubbio alla seconda. Con il cuore nuovo non si è sentita affatto più vulnerabile: «con l’incoscienza dei vent’anni» ha pensato solo di aver ottenuto in dono una nuova possibilità di realizzare i suoi sogni. E l’ha sfruttata, seppure con la giusta prudenza: «Ho sempre obbedito ai consigli e alle prescrizioni dei dottori». Nonostante questo, Cristina ha scalato il Monte Rosa, si è laureata in design al Politecnico, e non ha rinunciato neppure a un semestre all’estero, a Singapore: «Se tornassi indietro – commenta, con uno scintillio nello sguardo – rifarei tutto».

«Ora sto facendo riabilitazione e vivo alla Casa del Sole, una struttura che accoglie altri malati come me: è bello avere un po’ di indipendenza dopo aver passato tanto tempo in ospedale. I cardiologi mi hanno detto che per stare bene devo prima di tutto avere una vita felice, e questo comporta anche scelte difficili. Adesso però mi sento in grado: ho imparato così tanto in ospedale, è un’esperienza incredibile. Ho avuto la fortuna di avere vicine persone straordinarie: i miei genitori, le amiche, il mio fidanzato, anche se ora ci siamo lasciati. In ospedale si vive in modo così intenso, poi la vita ordinaria sembra quasi banale. So che devo trovare un equilibrio, fare i conti con i miei limiti, ma non vivo questa situazione con angoscia, anzi, la trovo stimolante. Ho imparato a vivere bene il presente, il tempo ha assunto un significato del tutto diverso».


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