Ambulanti bergamaschi, presidio in piazzale Alpini: «All’aperto e in piena sicurezza, il settore deve ripartire»

Circa 150 persone, con un centinaio di furgoni, si sono date appuntamento nel pomeriggio di venerdì 9 aprile nel piazzale vicino alla stazione per manifestare pacificamente e chiedere interventi urgenti per il settore, una delegazione ha poi incontrato il sindaco Gori a Palafrizzoni. «Il commercio su area pubblica è in ginocchio, servono soluzioni immediate».

Ambulanti bergamaschi, presidio in piazzale Alpini: «All’aperto e in piena sicurezza, il settore deve ripartire»
Il presidio in piazzale Alpini

Nel pomeriggio di venerdì 9 aprile, Anva Confesercenti Bergamo, l’associazione degli ambulanti bergamaschi, ha organizzato una manifestazione pacifica in piazzale Alpini a Bergamo per chiedere la riapertura di tutti i mercati all’aria aperta. Circa 150 persone con 100 furgoni si sono date appuntamento per le 16 nel piazzale. Al termine della mobilitazione una delegazione guidata dal presidente Anva Confesercenti Bergamo, Giulio Zambelli, ha incontrato il sindaco Giorgio Gori perché possa farsi portatore nelle sedi competenti delle necessità e delle richieste sempre più urgenti del settore, che chiede la riapertura di tutti i mercati all’aria aperta, la ripresa del comparto (circa 2.000 le micro imprese famigliari bergamasche) e la garanzia di ristori veri ed immediati. Alla manifestazione erano presenti anche i consiglieri comunali della Lega Alberto Ribolla (deputato), Stefano Rovetta e Alessandro Carrara e Stefano Lorenzi, responsabile enti locali di Forza Italia provincia di Bergamo.

Il presidente Anva Confesercenti Bergamo, Giulio Zambelli, ha dichiarato: «Il commercio su area pubblica è in ginocchio da troppo tempo, servono ora soluzioni immediate. Come rappresentanti della categoria non possiamo che evidenziare con responsabilità, consapevolezza della gravità della situazione e nel rispetto di tutti, un disagio che rischia di trasformarsi in un sentimento di rabbia ormai ampiamente diffusa, conseguenza estrema del continuo apri e chiudi e dei pochissimi ristori ricevuti. «Noi oggi siamo scesi in piazza per far sentire civilmente la nostra voce stanca e logorata, dissociandoci unanimemente dagli episodi di rabbia dei giorni scorsi – prosegue Zambelli. Chiediamo alle Istituzioni di agire in modo tempestivo con proposte serie e concrete che sostengano la drammatica situazione degli ambulanti e dei fieristi su area pubblica: un’estrema richiesta di ascolto di queste micro imprese che parte da Bergamo, ma che ha, evidentemente, contenuti e rilievi nazionali».. «A nome di tutti i colleghi, desidero ringraziare sentitamente il sindaco Giorgio Gori per l’ascolto e la vicinanza che ci ha dimostrato e che saprà dimostrarci nel confronto con ANCI e il Governo. Speriamo davvero che a breve si possa tornare all’amata normalità e a svolgere il nostro bellissimo lavoro», conclude il presidente Giulio Zambelli.

Vicinanza agli ambulanti ha espresso il sindaco Giorgio Gori, che ha «ascoltato con attenzione e compreso le istanze dei commercianti» nel corso dell’incontro avvenuto a Palazzo Frizzoni: «Mi farò certamente portatore dei problemi e delle proposte della categoria nelle sedi opportune, chiedendo adeguati e rapidi sostegni alle categorie penalizzate».

Alberto Ribolla, deputato e consigliere comunale Lega presente alla manifestazione con i consiglieri comunali della Lega Alessandro Carrara e Stefano Rovetta ha dichiarato: «Siamo qui per supportate questa categoria che da sempre supportiamo anche con atti concreti in consiglio comunale da un lato e a Roma dall’altro. La gente, i commercianti e gli ambulanti hanno voglia di lavorare ed è necessario aprire il prima possibile in concomitanza dei dati sanitari che sembra ci faranno passare in zona arancione (ndr, poco dopo è arrivata la conferma della zona arancione da lunedì 12). Come ho già detto l’altro giorno a Roma in un mio intervento, il sostegno più importante è far lavorare la gente, baristi, ristoratori, parrucchiere, palestre e commercianti e ambulanti. Noi a Bergamo abbiamo presentato già a inizio pandemia degli emendamenti per garantire agli ambulanti quanto meno la gratuità del suolo pubblico per togliere loro un fardello, che è quello del canone di occupazione del suolo pubblico, e così continueremo a fare anche per il 2021. Questo periodo ha visto gli ambulanti in grave crisi anche perché quando era possibile fare i mercati la gente difficilmente arrivava proprio per la questione della pandemia e l’infelice collocazione del mercato di via Spino. La Lega è qui per supportare questa categoria e tutte le categorie che soffrono e ci impegniamo di poter riaprire nel più breve tempo possibile».

LE RICHIESTE DI AMBULANTI E FIERISTI

Certezza delle aperture
«Non è più sostenibile aprire e chiudere a intermittenza, così non è possibile fare impresa, qualunque attività imprenditoriale ha bisogno di programmare, sia per la gestione dei dipendenti, sia per l’approvvigionamento delle merci e l’organizzazione della struttura».

Velocizzare la vaccinazione
«Siamo convinti e consapevoli che l’unica arma veramente efficace, al di là del rispetto delle regole di sicurezza, siano i vaccini. La gestione della distribuzione dei vaccini a oggi è risultata poco organizzata e distorta da alcuni comportamenti regionali, che anziché favorire gli anziani o le categorie con patologie maggiori, hanno favorito categorie o privati che non erano prioritarie. «Chiediamo quindi di migliorare e soprattutto velocizzare la distribuzione delle dosi, affinché le attività possano ripartire e la popolazione ritorni alla sognata normalità il prima possibile».

Sostegni adeguati
«Per i periodi di obbligo di chiusura non sono arrivati sostegni adeguati, e nemmeno immediati, che potevano garantire la sopravvivenza dell’impresa. È evidente che se perdura questa situazione i sostegni debbono continuare, al fine di non distruggere un patrimonio di imprese ambulanti, che è tipico della cultura e della storia della nostra Nazione. Teniamo conto che da inizio 2020 ad oggi hanno già chiuso o cessato 15.600 attività».

Prestiti a lunga scadenza
«Al fine di favorire la ripartenza, dopo una situazione così drammatica che ha messo a dura prova la resistenza delle attività, è necessario prevedere dei prestiti fino a 30.000 euro, con la garanzia dello Stato da restituirsi a partire dal quarto anno dall’erogazione».

Parità di trattamento tra le attività
«L’allegato n. 23 del DPCM 2 marzo 2021 consente, anche in zona rossa, il commercio al dettaglio “ambulante itinerante” e nel commercio fisso oltre che di prodotti alimentari e fiori, anche di profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati ma incredibilmente, non permette la vendita dei beni di prima necessità agli operatori che esercitino all’interno dei mercati, né “al chiuso” né all’aperto, tutto ciò genera confusione e incomprensione tra operatori oltre che ingiustizia tra imprenditori. (Ora assistiamo al paradosso di un marchio come Decathlon aperto e un banco di scarpe del mercato chiuso!)».

Mercati «rionali» nelle città e mercati nei Comuni sotto i 5.000 abitanti completi
«Il mercato con i suoi folkloristici banchi di merci varie è innanzitutto un importantissimo servizio di prossimità per tutti i cittadini; su questo ragionamento chiediamo alla Politica di modificare le ordinanze e prevedere la possibilità di far svolgere i mercati con tutti i banchi, anche in zona rossa, almeno nei Comuni con popolazione sotto i 5.000 abitanti o come nel caso dei mercati cittadini prevedere tale possibilità per i mercati “RIONALI”; questo genererebbe beneficio alle imprese coinvolte, ma soprattutto eviterebbe maggiori spostamenti di popolazione fragile per gli approvvigionamenti».

Fiere Istituzionali e fieristi
«È urgente infine dare una risposta alla categoria dei fieristi che sono fermi da più di un anno e soprattutto non hanno la speranza di una data per la ripartenza. Dietro a un banco di una fiera c’è una famiglia che non chiede altro che poter tornare all’aria aperta e “vendere” sorrisi ai bambini. Su questo settore urge una riflessione ad hoc e un ripensamento generale delle prescrizioni. Le linee guida per la ripartenza ci sono già; se serve ridiscuterle siamo pronti, ma facciamo presto e facciamo tutto il possibile per far ripartire il motore di queste imprese».

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