Ancora smog, ma i divieti? Non tutti i Comuni fanno il blocco

Ancora smog, ma i divieti?
Non tutti i Comuni fanno il blocco

C’è chi lo ha sottoscritto in toto, chi ne ha accettato solo una parte. Ma anche chi non lo adotterà per niente. E ancora chi, seppur non tenuto a farlo, ha deciso di recepirlo.

Il risultato è che il protocollo antismog sottoscritto a ottobre da Regione Lombardia, Anci e Arpa Lombardia, Città metropolitana e capoluoghi di provincia risulta essere in vigore a macchia di leopardo. E questo nonostante anche lunedì, per il terzo giorno consecutivo, i Pm 10 abbiano superato nel capoluogo la seconda soglia d’attenzione: quella dei 70 microgrammi per metro cubo con 79 microgrammi in via Garibaldi e 66 in via Meucci.

Oltre i 50 microgrammi a Dalmine, Osio Sotto e Filago (57), 61 microgrammi per metro cubo a Treviglio.

Perché allora i Comuni stanno andando in ordine sparso? A determinare questa situazione il fatto che l’adesione per i 37 paesi che rientrano nell’area critica sia su base volontaria. Tra le prescrizioni del documento, i divieti di circolazione dei veicoli diesel Euro 0, 1 e 2 dal lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 19.30 anche alle giornate di sabato, domenica e ai giorni festivi, dei veicoli diesel Euro 3 diesel dalle 9 alle 17 e dalle 8.30 alle 9.30 per i commerciali; uso di stufe con classe energetica inferiore a 3 stelle; falò, barbecue e fuochi d’artificio; sosta a motore acceso e spandimento dei liquami zootecnici, di temperatura media in casa e spazi commerciali oltre i 19 gradi. Tra i primi a firmare, il Comune di Bergamo, seguito poi da Arcene, Bagnatica, Brembate, Brusaporto, Curno, Dalmine, Mozzo, Nembro, Osio Sopra, Osio Sotto, Ponteranica, Pontirolo, Ranica, San Paolo d’Argon, Scanzorosciate, Seriate, Torre Boldone, Treviglio, Treviolo e Villa di Serio. In tutto 21 amministrazioni locali a cui si aggiungeranno nei prossimi giorni Gorle e Pedrengo, come confermano i rispettivi primi cittadini. A queste amministrazioni della fascia critica si aggiungono anche Cologno al Serio e Grassobbio che pur non essendo tenuti, hanno deciso di dare battaglia allo smog. Adesione parziale, invece per Azzano San Paolo.

Posizione simile per Orio al Serio: «Non abbiamo aderito non perché non condividiamo il contenuto – spiega il primo cittadino Alessandro Colletta – ma perché avrei dovuto limitare l’uscita dal paese quando a pochi metri ci sono arterie provinciali e l’autostrada. Se ci fossero stati provvedimenti anche per le provinciali mi sarei adeguato immediatamente. A Orio restano valide le limitazioni sulle emissioni da camino e stufa». Anche Albano è circondata da strade provinciali: «Per questo non abbiamo ancora aderito – afferma Maurizio Donisi –, comunque stiamo monitorando la situazione, se ce ne fosse bisogno lo faremo». Mentre Ciserano, come spiega Enea Bagini «ha da una parte la strada Francesca che è provinciale, dall’altra via Europa che pur essendo comunale serve anche i paesi vicini, quindi sarebbe applicata metà sì e metà no». Anche Elena Poma di Stezzano ha deciso di applicare il protocollo solo in parte: «Non abbiamo introdotto le limitazioni sugli euro 3 commerciali».

Nessun divieto stradale a Canonica, ma «monitoriamo da remoto le temperature delle scuole», evidenzia Gianmaria Cerea. A Verdellino, Filago e Ponte San Pietro non sono state prese ancora decisioni in merito fanno sapere Silvano Zanoli, Daniele Medici e Marzio Zirafa.


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