Arriva la pagella per i presidi
Per i più bravi, aumento di stipendio

Il ministero ha messo a punto un procedimento in due parti: un questionario di autovalutazione e la visita di esperti.

Parte la valutazione nazionale dei presidi, ma sarà un anno sperimentale. Per scaldare i motori saranno valutati prima i presidi prossimi alla pensione e poi gli altri. L’idea è di accertare il livello qualitativo delle azioni (organizzative, didattiche, relazionali) che fanno di un preside non un burocrate ma un «leader» in grado di motivare docenti e studenti a migliorare il livello personale e della scuola.

Il Miur ha messo a punto un procedimento in due parti: un complesso questionario di autovalutazione che il dirigente deve compilare allegando la documentazione richiesta (il portfolio) e la visita concordata di un nucleo di esperti ministeriali che sulla base del portfolio spulcerà, intervisterà, controllerà e compilerà la valutazione del dirigente. La scala di valutazione va da A a D: per semplificare, chi prende A si vedrà riconosciuto uno stipendio più consistente (retribuzione da risultato), chi prende D potrebbe essere trasferito, al termine del contratto triennale, in una sede più semplice da gestire (che significa minor stipendio dato che le scuole sono divise in tre fasce di complessità collegate a fasce stipendiali crescenti). Ma solo «in caso di responsabilità dirigenziali gravi».

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