Basket, tra le campioni d’Europa del ’38  La storia di Anna Maria che ha 103 anni

Basket, tra le campioni d’Europa del ’38
La storia di Anna Maria che ha 103 anni

Al Pala Agnelli l’esposizione delle immagini delle storiche campionesse d’Europa. E Anna Maria ricorda.

Fa tappa a Bergamo la mostra 1938. Azzurre prime in Europa, che celebra il successo delle cestiste italiane al Campionato europeo di quella stagione sportiva. L’appuntamento per vedere questa rassegna fotografica è questa sera al Pala Agnelli con inaugurazione alle 19,30, un’ora prima della partita del campionato di serie A2, girone Ovest, tra Bergamo e Tortona. Unica supestite di quell’alloro è Anna Maria Giotto, che oggi ha la bellezza di 103 anni: originaria di Venezia, da parecchio tempo abita a Bergamo, in città.

Ricorda con orgoglio la ultracentenaria che «quella formazione venne fondata da mio marito Annivo Montini per far sì che da fidanzati potessimo vederci con frequenza perché a quei tempi esisteva il veto dei genitori. Invece tra allenamenti e partite c’era almeno l’occasione per incontrarci». «Evidentemente l’impegno in palestra era totale, tanto che arrivarono abbastanza presto i risultati agonistici». La signora Giotto, in buona salute, custodisce gelosamente l’articolo della Gazzetta dello sport pubblicato all’indomani del successo europeo e intitolato «Le cestiste azzurre più intelligenti, più fresche, più rapide, conquistano il titolo di campionesse d’Europa».

«Quella competizione continentale – dice Giotto, miglior cecchina con 40 punti in 4 partite – la disputammo all’aperto su un rettangolo in terra battuta del Muro Torto di Roma. Le gonne-pantalone bianche al ginocchio erano la divisa ufficiale. Finimmo su tutti i giornali in prima pagina e a noi protagoniste sembrava di toccare il cielo con un dito». «A distanza di 81 anni da quell’evento il fatto che si sia pensato addirittura di allestire una mostra è motivo di immensa gioia». «Mi spiace solo che non possa condividere tanta emozione con nessuna delle mie compagne di squadra che, comunque, non ho mai e poi mai dimenticato». La mostra fotografica, in precedenza, ha fatto tappa nei palazzetti di Siena, Napoli, La Spezia, San Martino di Lupari e Campobasso.

L’averla portata anche a Bergamo vuole essere un omaggio proprio ad Anna Maria Giotto e ai familiari i quali hanno generosamente contribuito per reperire il materiale fotografico dell’epoca. Una ricerca non facile che ha permesso di far sì che l’esposizione si avvalga di otto pannelli che raccontano in sedici tavole i momenti salienti di quella manifestazione internazionale. L’idea e la raccolta dei testi sono del giornalista Massimiliano Mascolo e del fotografo Alessandro Vizzardini.


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