«Basta con i dj set nei bar del centro Per rilanciarlo serve musica di qualità»

«Basta con i dj set nei bar del centro
Per rilanciarlo serve musica di qualità»

L’invito provocatorio (ma nemmeno tanto...» di Claudio Angeleri, direttore del Cdpm. Che ne pensate?

«Lancio un appello! Da un po’ di tempo ormai abbiamo dimostrato (Notti di luce è iniziata nel 1999) che la rivitalizzazione del centro o di interi quartieri passa attraverso l’aggregazione, l’incontro della gente, il cibo, le degustazioni e la musica. In altre parole con la cultura e il gusto per il bello e la qualità. La scommessa, già ampiamente vinta, è che la gente si incontra numerosa anche con un tipo di musica di livello più alto». Claudio Angeleri, direttore del Cdpm (Centro didattico produzione musica) lancia la sfida sul suo profilo Facebook: «E così come si impara a degustare un vino di una certa qualità si può imparare ad apprezzare la musica dal vivo di pari livello. Il jazz ad esempio, il blues o certa musica pop e d’autore. Quindi l’appello che lancio a tutti i gestori di bar e locali è di abbandonare la musica da set da discoteca. I risultati si ottengono lo stesso con la musica dal vivo e con musica di qualità. Miglioriamo così la qualità della vita di tutti».

E l’invito di Angeleri ha scatenato subito il dibattito su Facebook. Pro: «Bellissimo appello Claudio... Però, purtroppo, la vedo dura che i cultori dell’effimero, arrivino ad ascoltarti... Se ne salta fuori uno, gli faccio davvero un monumento» commenta Flavio. «Grande Claudio, questo modi di proporre musica unitamente al karaoke stanno rovinando la musica e i musicisti, ovviamente ognuno ascolta la musica che crede, il mio è solo uno sfogo personale. Ben venga la musica nei contesti come quello di venerdì scorso, sarebbe bello che i locali riprensessero a fare piano bar con musiche dal vivo come nei anni 90 e inizio 2000. Ciao e sempre e solo musica» aggiunge Nello. Mentre Giulia rileva come «la musica dal vivo, come giustamente hai scritto, crea aggregazione, si suona dalle 21 alle 24 circa (e non dalle 24 alle 6 del mattino) e costa fatica fisica, anche solo per gli allestimenti. I musicisti interagiscono con il pubblico, dando e ricevendo emozioni. Questo, a mio parere, è molto più educativo per i ragazzi rispetto alla musica da discoteca o alla dj music. Il problema, però sono gli spazi, e a Bergamo, purtroppo, sono pochi. Occorrerebbe fare un po’ più di “pressing” sugli amministratori comunali». Chiosa di Carla: «Un “manifesto” da sottoscrivere, abbiamo un obbligo anche nei confronti dei giovanissimi se si propone solo musica spazzatura come il cibo spazzatura il loro gusto non si formerà mai, una volta creato sceglieranno quello che ameranno di più».

Claudio Angeleri

Claudio Angeleri

Ma non manca chi dissente dalla posizione di Angeleri: «Non condivido.La musica è di tutti. Bella o brutta che sia va rispettata e condivisa.Bisogna fare amare qualsiasi tipo di stile creando spazi per tutti.Impariamo a parlare bene di tutta la musica ,se vogliamo fare crescere la cultura del l’ascolto in questa città di benpensanti. Lasciamoli scegliere. Così facendo sapranno distinguere un jazz club da finte minidisco» replica Giacomo. «Come si fa non accettare, e scrivere, screditando persone che non pensano come te. Ti informo che oggi ci sono dj di alta competenza musicale essendo anche musicisti, quindi... medita,medita....» si legge nella replica del profilo de «Le piccole ore» (orchestra di liscio - ndr).

«I dj possono fare il loro rispettabilissimo mestiere nelle discoteche dove la musica è’ marginale. Parlavo di rivitalizzare il centro o quartieri della città con della musica dal vivo possibilmente di qualità. Questo educa i giovani al bello e fornisce anche opportunità di lavoro per chi fa musica sul serio. Soprattutto tanti giovani che studiano, si impegnano e hanno talento. Che i dj siano talvolta degli ottimi musicisti non discuto, ne conosco diversi, ma ciò non ha a che fare con il loro mestiere che c’entra poco con la musica vera (A detta di loro stessi)» replica Angeleri. Con lieve concessione alla nostalgia: Ai nostri tempi in discoteca si suonava sul serio ed era una palestra straordinaria. Gli anni 80 sono stati straordinari. è adesso che la musica da discoteca si è ridotta a rumore». E dubbio finale di Gloria: «Penso che in Italia piaccia ancora il panino con la mortadella, quindi sostenuta la musica classica in quanto tradizionale....In fondo i jazzisti si compiacciono e competono tra loro tecnicamente e armonicamente dimenticando di non avere un pubblico con le orecchie verdi, il quale oggi vuole esserne il protagonista... Ed ecco perchè il rumore, la musica “commerciale”... Che forse sia mancata un po’ di umiltà tra i musicisti nel voler “creare ambiente” ?». E il dibattito continua...


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