Benzina e gasolio prezzi alle stelle Scopri qui dove risparmiare a Bergamo

Benzina e gasolio prezzi alle stelle
Scopri qui dove risparmiare a Bergamo

Costo dei carburanti ai massimi dall’estate del 2015. A Bergamo benzina fino a 1,549 e gasolio fino a 1,409. Scopri qui dove costa di meno. L’associazione petrolieri ribatte nel complesso nel 2016 prezzi diminuiti rispetto al 2015 con risparmi per i consumatori.

Nuovi forti aumenti dei prezzi dei carburanti che salgono ai massimi dall’estate del 2015, in scia ai decisi rialzi delle quotazioni internazionali del greggio e dei prodotti raffinati dopo l’accordo sui tagli alla produzione siglato tra i Paesi Opec e non Opec. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina Eni ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Stessa mossa per TotalErg, mentre per QW8 l’aumento è di 1,5 centesimi, per Tamoil di un cent e per IP di 0,7 cent. Le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta vedono la benzina self service a 1,498 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,473), diesel a 1,349 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,326). Benzina servito a 1,602 euro/litro (+0,1 cent, pompe bianche 1,514), diesel a 1,456 euro/litro (+0,1 cent, pompe bianche 1,366). Guarda qui dove risparmiare a Bergamo in tempo reale.

Di parere opposto se si considera tutto il 2016 per l’Unione petrolifera. I prezzi al consumo dei carburanti, nel 2016, sono risultati mediamente inferiori di quasi 10 centesimi per la benzina e di circa 13 per il gasolio, con un risparmio complessivo per i consumatori di oltre 5 miliardi di euro. Lo evidenzia. Data la sensibile riduzione del costo industriale, e considerata la struttura del prezzo finale, però, il peso delle tasse a livello nazionale nel 2016 è ulteriormente cresciuto con una media del 69% per la benzina e del 65% per il gasolio, rimanendo superiore alla media europea, pari rispettivamente al 66% e 60%. Guardando in generale al gettito degli oli minerali, il gettito fiscale 2016 è stato di 3 8,8 miliardi, in calo di oltre 1 miliardo, in particolare a causa della riduzione della componente Iva legata all’andamento dei prezzi dei carburanti. Sono in calo, infine, gli impianti di distribuzione (250 in meno).

“Non chiediamo incentivi, ma rispetto per il settore che rimarrà strategico per i prossimi anni”. Così il presidente dell’Unione petrolifera, Claudio Spinaci, ha risposto ai cronisti che, a margine della presentazione del preconsuntivo 2016, gli chiedevano cosa chiedesse l’associazione alla politica in questa fase di cambio di governo. Il settore, ha spiegato Spinaci, chiede certezze in particolare sui tempi per le autorizzazioni, ma anche di carattere normativo: “Stiamo ancora aspettando il ddl concorrenza, che contiene misure per la chiusura degli impianti incompatibili con le norme di sicurezza stradale”, ha protestato. Il presidente ha ricordato che “i combustibili fossili coprono ancora il 79% del fabbisogno di energia”, ma ha anche riconosciuto che “la domanda è destinata a diminuire”: tuttavia “la reale maturità tecnologica di certe fonti alternative nei trasporti, come la mobilità elettrica, ci dice che occorreranno decenni”. Quindi non si può correre il rischio di “far fuori un settore industriale che c’è, che assicura tutti i giorni la distribuzione di 100 milioni di litri di carburante in tutto il Paese, per avventurarsi su alternative non in grado di sostituire la filiera produttiva e distributiva oggi esistente»


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